Hanno un nome i presunti assassini di Salvatore Pangallo, il giovane di venticinque anni ucciso lunedì scorso a colpi d’arma da fuoco nelle campagne di Bianco, nella Locride. Si tratta di padre e figlio, Santoro e Pietro Favasuli, che si sono costituiti ai carabinieri. Hanno rispettivamente sessantadue e ventitré anni e sono accusati dell’omicidio del giovane e anche del ferimento, avvenuto nella stessa circostanza, del padre della vittima, il sessantunenne Costantino Pangallo. Santoro e Pietro Favasuli, che a quanto emerso sono parenti delle vittime, a poche ore di distanza l’uno dall’altro si sono costituiti al termine di serrate indagini dei carabinieri della Compagnia di Bianco, che già da lunedì avevano iniziato le loro ricerche. I controlli a tappeto, avvenuti principalmente nel comune di Africo, hanno verosimilmente indotto i due uomini a costituirsi.

All'origine del delitto vi sarebbero dissidi familiari – Al termine delle operazioni di rito, i due presunti responsabili del delitto sono stati associati presso la casa circondariale di Locri. Dovranno rispondere di omicidio premeditato in concorso, nonché di porto abusivo di armi e munizioni. All'origine del delitto vi sarebbero dissidi familiari, forse legati a problemi di confini di alcuni terreni. Le indagini proseguono al fine di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. A lanciare l’allarme, il giorno dell’omicidio, era stata la fidanzata della vittima. Sul posto erano intervenuti i carabinieri della compagnia di Bianco per effettuare i rilievi del caso. Ben presto era emersa la pista della lite familiare e non era stata esclusa la possibilità che i responsabili potessero essere più persone.