Gioielliere uccise i rapinatori in fuga, le motivazioni della condanna: “Non fu legittima difesa”

"Non si può invocare la legittima difesa per il gioielliere che inseguì e uccise due rapinatori perché, al momento degli spari, la loro azione era totalmente conclusa, tanto che erano già usciti dal negozio e si stavano apprestando ad allontanarsi salendo in auto". È questo il passaggio centrale delle motivazioni della sentenza di condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere inflitta lo scorso 4 dicembre dalla Corte d'Assise di Asti nei confronti di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) che il 28 aprile 2021 uccise due malviventi, inseguendoli fuori dal suo negozio e freddandoli a colpi di revolver, e ne ferì un terzo.
Secondo i giudici, dunque, l'uomo non agì per legittima difesa visto che i rapinatori non costituivano ormai più una minaccia alla sua vita: la riforma del 2019, infatti, non ha modificato nella sostanza la struttura della legittima difesa, sebbene sia stata introdotta una norma che parla di "legittima difesa sempre applicabile a chi agisce per respingere una intrusione". L'articolo del codice penale in questione, tuttavia, conserva un comma introdotto nel 2006, che "implica necessariamente che il respingimento dell'intruso può essere giustificato solo se sia in corso di svolgimento un attacco o il pericolo di aggressione".
Non fu il caso del commerciante piemontese. Come si legge nelle 34 pagine di motivazione della sentenza infatti "al momento degli spari né Roggero né i suoi familiari erano esposti al pericolo concreto di un'offesa. La reazione non può essere né anticipata né posticipata. Anche per queste ragioni non è possibile, inoltre, parlare di eccesso colposo da parte del gioielliere". Quanto alla pena inflitta, non possono essere riconosciute nella massima estensione le attenuanti generiche a causa della "mancata resipiscenza" di Roggero. I giudici tuttavia hanno ridotto la condanna, rispetto ai 17 anni di carcere stabiliti alla fine del processo di primo grado, con un calcolo basato sul meccanismo della cosiddetta "continuazione fra reati".
I fatti avvennero nel tardo pomeriggio del 28 aprile 2021, poco prima dell'orario di chiusura. I due rapinatori rimasti uccisi dai colpi esplosi da un'arma regolarmente detenuta dal gioielliere si chiamavano Andrea Spinelli, 44enne di Bra, e Giuseppe Mazzarino, 58enne di Torino. Il un terzo uomo, il 34enne di Alba Alessandro Modica, riuscì a scappare ma venne arrestato nelle ore successive quando, ferito, si recò all'ospedale Santissima Annunziata di Savigliano.
Le due vittime, che avevano precedenti di polizia e penali, agirono impugnando un coltello e una pistola, poi rivelatasi un giocattolo. Roggero riferì che i ladri l'avevano minacciato di morte, avevano colpito la moglie con un pugno e immobilizzata la figlia con fascette da elettricista, facendosi consegnare numerosi gioielli. Quando infine avevano tentato di appropriarsi anche del denaro in cassa, il titolare aveva detto di aver reagito sparando con la pistola legittimamente detenuta.