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Omicidio Giulia Cecchettin

Gildo Claps su Giulia Cecchettin: “Vedere la sorella Elena in tv ci ricorda il calvario per Elisa”

L’intervista di Fanpage.it a Gildo Claps: “Vicinanza al dolore della famiglia di Giulia Cecchettin, siamo perfettamente consapevoli dell’incubo che stanno vivendo e chiaramente lo condividiamo. Vederli oggi in tv ci ricorda tantissimo il calvario che abbiamo vissuto noi, lo strazio e anche la forza. È straziante dover assistere a distanza di 30 anni dalla morte di Elisa al ripetersi di questi episodi”.
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A cura di Ida Artiaco
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Omicidio Giulia Cecchettin

"Dire solidarietà è dire poco. È vicinanza al dolore della famiglia di Giulia, perché siamo perfettamente consapevoli dell'incubo che stanno vivendo e chiaramente lo condividiamo. Vederli oggi in tv ci ricorda tantissimo il calvario che abbiamo vissuto noi, lo strazio e anche la forza perché non è semplice, dopo aver subito un dolore così grande, avere anche la capacità di esternare davanti a tutti e di mandare messaggi che siano in qualche modo positivi seppur in un dramma così grande".

A parlare a Fanpage.it è Gildo Claps, fratello di Elisa, scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993 e trovata cadavere 17 anni dopo nella Chiesa della Santissima Trinità. A 30 da quella tragica domenica, in cui Elisa, che all'epoca aveva 16 anni, fu uccisa da Danilo Restivo, poco è cambiato. E l'Italia piange l'ennesima vittima di femminicidio, Giulia Cecchettin. Alla famiglia di quest'ultima, ed in particolare alla sorella di Giulia, Elena, Gildo ha espresso solidarietà e vicinanza.

Elena Cecchettin e Gildo Claps.
Elena Cecchettin e Gildo Claps.

Dopo Elisa, Giulia. Anche in questo caso, dietro le vittime c'è una grande famiglia…

"C'è una vicinanza straordinaria, spero che possa arrivare a loro tutto l'affetto e la condivisione che stiamo provando in questo momento. È triste dover assistere a distanza di 30 anni dalla morte di Elisa al ripetersi di questi episodi, è davvero straziante".

Come ha fatto lei, anche la sorella di Giulia, Elena, si sta esponendo anche mediaticamente per lanciare messaggi contro il femminicidio. Cosa ne pensa?

"Sentire le parole della sorella di Giulia mi dà il senso della forza straordinaria che riescono a trovare i familiari delle vittime quando sono colpiti da un dolore così grande e che alla fine invece di chiudersi in se stessi e nel silenzio muto cercano di dare un messaggio all'esterno. Credo che come mai in questo momento sia fondamentale continuare non solo a parlarne ma a fare qualcosa di concreto, perché la cronaca ci restituisce puntualmente episodi di questo tipo. È importante anche saper cogliere i segnali che arrivano".

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In che senso?

"Nella storia di Elisa i segnali c'erano tutti e sono stati completamente ignorati. Era evidente che Danilo Restivo aveva una personalità deviata e aveva dato tanti segnali in questa direzione ma nessuno li ha voluti cogliere. E oggi piangiamo non solo Elisa ma anche Heather Barnett e oserei dire Oki. Credo che ci sia la necessità che ciascuno faccia la propria parte in queste vicende, che la scuola possa educare, che la famiglia possa intervenire, che la stampa non ceda a sensazionalismo ma sensibilizzi su queste tematiche. È triste dover assistere a distanza di 30 anni dalla morte di elisa il ripetersi di questi episodi".

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Dopo la scomparsa di Elisa, lei ha fondato l'Associazione Penelope. Ha fatto qualcosa di davvero concreto… 

"Sì e mi ha fatto piacere vedere che Penelope è stata vicino alla famiglia Cecchettin sin dall'inizio. Mercoledì scorso c'ero anche io in collegamento in trasmissione a Chi l'ha visto? quando ancora non si sapeva della morte di Giulia, avevo visto Gilda Bianchi che era a casa da loro per dare la vicinanza e l'affetto a nome della nostra associazione. Gilda è stata con me tra i fondatori 20 anni di Penelope a Potenza. Anche questo ha dato un senso, perché tante volte noi abbiamo fatto una battaglia in solitaria e capisco quanto sia importante avere qualcuno accanto e soprattutto qualcuno che possa comprendere il proprio dolore perché non sempre è facile capirlo fino in fondo e condividerlo".

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