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Giarre, 16enne in ospedale dopo l’aggressione di uno sconosciuto, appello della madre: “Aiutatemi a identificarlo”

Un’aggressione, a detta della donna, senza nessun motivo apparente mentre il sedicenne era seduto su una panchina a Giarre. L’adolescente sarebbe stato picchiato selvaggiamente da un uomo maggiorenne che non conosce e che lo ha mandato in ospedale.
A cura di Antonio Palma
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"Chiunque abbia visto qualcosa tra le 18:00 e le 19:00 di mercoledì 18 marzo a Giarre è pregato di farsi avanti", è l'appello lanciato dalla mamma di un ragazzino siciliano di 16 anni per identificare un uomo che nella serata di ieri avrebbe picchiato il ragazzino senza alcun motivo mentre il minore era fermo nella centrale piazza Duomo a Giarre, in provincia di Catania.

Un'aggressione, a detta della donna, senza nessun motivo apparente mentre il sedicenne era seduto su una panchina in Villa Garibaldi. L'adolescente sarebbe stato picchiato selvaggiamente da un uomo maggiorenne con colpi così violenti che hanno costretto il ragazzino a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Il minore, che è ricoverato nell'ospedale della città etnea per tumefazioni e lesioni al volto, alla mandibola e all'addome, insieme al genitore ha presentato denuncia ma non ha saputo identificare il suo aggressore.

"Nel pomeriggio di mercoledì, tra le ore 18:00 e le 19:00, in piena luce in Piazza Duomo a Giarre, nella piazzetta di fronte alla banca / vicino al CAF, mio figlio minorenne di 16 anni, mentre era seduto su una panchina, è stato aggredito violentemente e senza alcun motivo da un uomo maggiorenne in compagnia della sua fidanzata" ha raccontato la donna, facendo appello a tutta la comunità per identificare l'aggressore e chiedendo a Chiunque abbia visto qualcosa di farsi avanti.

"Chi possiede telecamere nella zona controlli le registrazioni di quell’orario: potrebbero essere fondamentali per identificare il responsabile. Questo appello è per mio figlio ma anche per la sicurezza di tutti i ragazzi e delle famiglie di Giarre. Episodi di violenza così gravi non devono essere ignorati né diventare normalità. Poteva andare molto peggio" ha concluso la donna il cui appello è stato rilanciato dall'associazione di consumatori Codacons che ha "preso in carico la vicenda e ha attivato la task force legale per la difesa dei diritti del minorenne e della famiglia".

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