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Giada, unica alunna dell’isola di Marettimo: “Sogna di diventare insegnante da grande”

Il racconto a Fanpage.it della professoressa Giuliana Clemente che insegna a una sola alunna. “I sacrifici, sono certa, saranno ripagati da Giada. Abbiamo già creato un rapporto bellissimo”.
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A cura di Roberto Marrone
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“In quel momento sono rimasta un po' così, sorpresa senza sapere cosa dire e cosa pensare. E allora nell'indecisione ho detto: affrontiamo Marettimo!"  È così che Giuliana Clemente, docente di lettere, assegnata alla piccola isola di Marettimo, inizia a raccontare questa storia. La professoressa e il collega Alessandro Amato, insegnano a una sola alunna: la piccola Giada, che quest'anno frequenta la prima media.

La sua è una classe con un solo banco, perché Giada vive sull'isola con i suoi genitori. Per andare a scuola avrebbe dovuto, ogni giorno, raggiungere la sede centrale sull'isola di Favignana. Una situazione che la professoressa Clemente spiega senza usare mezzi termini: “Il diritto allo studio di Giada è stato per fortuna garantito, in quanto è davvero difficile spostarsi da Marettimo, soprattutto nel periodo invernale. Realmente i genitori di Giada vivono e lavorano a Marettimo, per cui gli verrebbe anche difficile ogni mattina accompagnare la figlia a scuola. Dovrebbe prendere un aliscafo delle ore 06.20 raggiungere Favignana e ripartire nel pomeriggio alla volta di Marettimo, tornando intorno alle 16:30. Ovviamente è qualcosa di assolutamente impensabile anche perché nei mesi invernali, come dicevo, è difficile viaggiare visto che a causa delle condizioni meteo e del mare, gli aliscafi spesso non partono".

La professoressa Clemente, docente precario, nonostante avesse già un incarico in un'altra isola più grande e attrezzata, quella di Pantelleria, ha deciso ugualmente di accettare la supplenza a Marettimo, proprio per spirito di servizio nei confronti della scuola, che lei ama tanto e anche della piccola Giada che aspettava da settembre qualcuno per poter frequentare la scuola.

“Il sacrificio, spiega la prof, sta nel cambiare stile di vita ridimensionando se stessi e cambiando mentalità. I sacrifici poi sono sicura verranno ripagati da Giada.”

La settimana della professoressa va dalla domenica pomeriggio, quando prende l'aliscafo per Marettimo, fino al venerdì quando riparte alla volta di Palermo, la sua città. Lei insegna lettere mentre il collega Amato matematica ma entrambi, oltre alle loro materie, svolgono in classe attività di tutoraggio con Giada seguendola e facendola collegare online, per seguire alcune discipline specifiche che si svolgono nel plesso centrale di Favignana.

Il rapporto, ovviamente, tra questi docenti e Giada, unica alunna della classe, è molto particolare. “Si è creato un bellissimo rapporto – dice la prof – le sto seduta accanto e abbiamo fatto davvero tanta amicizia, sempre però nel rispetto dei ruoli che è molto importante. Giada purtroppo è da sola e le viene a mancare il confronto con gli altri pari e quindi per noi è anche importante non farla sentire sola.”

Giada ha ricevuto delle lettere dagli alunni di una scuola di Agrigento che la incoraggiano e le fanno compagnia, seppur su un foglio di carta. Come racconta Giuliana Clemente: “sono diventati amici di penna con Giada e addirittura abbiamo saputo che le stanno preparando una fascia con la scritta "Ambasciatrice di Marettimo", che le invieranno al più presto. Noi di contro vorremmo portare Giada ad Agrigento per fargli conoscere questi suoi amici. Poi ogni tanto durante l'anno, quando il tempo lo permette, la portiamo a Favignana a conoscere i suoi compagni della sede centrale. Questo è il vero senso dell'importanza della scuola e di fare comunità”.

La storia però non finisce qui perché Giada, come spiega il preside Francesco Marchese, da grande ha espresso il desiderio di diventare insegnante proprio nella sua scuola, nella sua Marettimo. “Con questo diritto allo studio garantito, dice Marchese, riusciremo a permettere a Giada, non solo di raggiungere l'obiettivo della scuola media, ma anche quello di diventare un'insegnante”.

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