In un lungo post apparso su Facebook un paio di giorni fa una donna, Tiziana Cardile, ha reso pubblico il suo dolore e quello del suo compagno, Mauro Ferri, causato dalla perdita delle loro bambine. Bianca e Sabrina – questi i nomi delle figlie – dopo quattro anni con loro sono state allontanate perché dichiarate adottabili. Tiziana e Mauro erano i loro genitori affidatari e improvvisamente non potranno avere più contatti con le piccole. Quanto accaduto lo spiega Tiziana nel suo post su Facebook, che in poche ore è stato condiviso da migliaia di persone. Un post nel quale Tiziana si rivolge alle sue figlie scusandosi per aver reso pubblico il loro dolore ma spiegando che questo è forse l’unico modo per avere un contatto con loro.

Bianca.
Sabrina.
Se state leggendo è perché ci state cercando.
Vi chiedo scusa perché sto rendendo pubblico un dolore che andrebbe consumato in privato ma questo è l’unico modo che ho per sperare che un giorno Vi potremo rivedere o anche solo risentire.
Mercoledì 15 Giugno 2016 i servizi sociali ci hanno chiamati per comunicarci che il giudice aveva emesso il nuovo provvedimento. Il provvedimento diceva che sareste state separate e date in adozione a due famiglie diverse e che noi non avremmo più potuto né vederVi e neppure sentirVi e non avremmo mai saputo dove sareste andate a continuare la Vs piccola, devastata vita ma questo, forse, alla data di oggi (22 Giugno 2016) forse già lo sapete anche Voi.
Ciò che non sapete è che Noi abbiamo tentato qualsiasi cosa per riportarVi a casa ma nulla è stato possibile.
Non pensavamo potesse finire così.
Non pensavamo che i servizi sociali, che sicuramente da tempo avevano stabilito un nuovo progetto per Voi, ci mettessero di fronte al fatto compiuto senza darci nessuna possibilità. Ci è stato detto che non eravamo nell’elenco delle famiglie adottive che erano in possesso dei requisiti adeguati; che anche noi probabilmente avevamo tutti i requisiti ma che dovevamo essere “valutati” e questo richiedeva tempo e tempo non ce n’era più .
Che l’avervi avute in affido per 4 anni durante i quali avevamo imparato ad amarci e ad essere una bella famiglia non aveva alcun valore.
Che tutta la documentazione prodotta nell’arco di cinque anni da psichiatri, psicologi, assistenti sociali, periti del giudice che riguardava me e papà non poteva essere trasferita dall’ufficio affidi all’ufficio adozioni in modo da sveltire la “valutazione”.
Perché non si può, non si può e così sia.
Siamo tornati a casa sconfitti, non ci è permesso neppure darvi le vs cose, giocattoli e foto, soprattutto le foto, la nostra vita insieme. Ci è stato detto di fare due pacchi separati uno per Te Bianca e uno per Te Sabrina. Come se la vita delle persone si potesse dividere e riporre dentro a delle scatole da consegnare separatamente.
Oggi Bianca ho acceso il tuo cellulare, hai più di 500 messaggi delle tue amiche.
Io e Papà Vi vogliamo dire che Vi vogliamo bene, ma questo l’avete sempre saputo.
Quello che dovete ricordare sempre è che se un giorno ci cercherete, noi non potremo farlo perché i Vs cognomi cambieranno, saremo qui ad aspettarvi, che la casa dove avete vissuto sarà per sempre la vostra casa e che ancora speriamo che Toffee con la quale siete state cucciole insieme possa mantenere la promessa di essere, un giorno, un vecchio cane che accompagna due meravigliose e coraggiose giovani guerriere a discutere la tesi di laurea.
Mamma e Papà

Ognuna delle due bambine avrà altri genitori – Secondo quanto spiega Tiziana, quindi, ciascuna delle due bambine andrà a vivere altrove, in un’altra famiglia, con altri genitori. Sarà separata da Tiziana e Mauro e sarà separata anche dalla sorella. Il desiderio dei genitori di adottare legalmente le bambine non potrà essere esaudito. Perché tutto questo accade? Le bambine non possono aspettare l'iter che dichiara una coppia idonea all'adozione per cui la “soluzione” è separarle dalla famiglia dove sono amorevolmente cresciute per quattro anni (nonostante la legge che privilegia l’adozione di chi ha già bimbi in affido). Il post su Facebook di Tiziana Cardile ha prontamente fatto il giro del web tra lo sconforto, l’incredulità e l’indignazione di migliaia di persone. Su Change.org è presente anche una petizione dal titolo “Preclusa adozione post affido” diretta al Tribunale dei minori di Torino. Qualche ora dopo il primo post su Facebook Tiziana Cardile ha pubblicato un’altra foto delle figlie per ringraziare quanti hanno condiviso la loro storia: “Grazie a tutti voi – ha scritto – qualcosa sta accadendo”.