Furto alla Reggia di Venaria, rubati 26 orologi del Settecento: il colpo è durato un minuto
Un minuto per entrare, raggiungere la teca e portare via 26 orologi da taschino del Settecento, per un valore stimato di circa 150mila euro. È il tempo che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe bastato ai ladri per mettere a segno il furto alla Reggia di Venaria Reale, nel Torinese, nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 ottobre. I responsabili sono riusciti a fuggire prima di essere fermati. Sull'accaduto indagano i carabinieri, che stanno esaminando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza.
Sarebbero state almeno tre le persone entrate in azione poco dopo le due di notte. Con il volto coperto, avrebbero forzato una porta laterale nell'area del Caffè degli Specchi, attraversato i corridoi della residenza e raggiunto la Camera d'Udienza del Duca di Savoia. Qui avrebbero infranto la teca antisfondamento che custodiva gli orologi, per poi allontanarsi con il bottino. La Reggia è chiusa al pubblico il lunedì, circostanza che potrebbe aver favorito l'incursione.
Il furto nella Reggia di Venaria
Gli orologi erano esposti lungo il percorso di visita del Piano Nobile, subito dopo la Galleria Grande progettata da Filippo Juvarra. Si tratta di esemplari del XVIII secolo, soprattutto da taschino, realizzati da manifatture inglesi e francesi con oro e smalto. Gli oggetti erano custoditi in una vetrina progettata per resistere agli urti, ma i ladri sono riusciti a romperla e a sottrarre l'intera selezione presa di mira.
La collezione appartiene al Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e proviene dalla donazione del 2012 degli eredi del collezionista Giorgio Accornero. La raccolta comprendeva anche 24 tabacchiere d'epoca, che non sono state rubate. I beni sottratti risultano assicurati.
Allarme attivo, i carabinieri esaminano i filmati
Il Consorzio ha precisato che al momento del furto i dispositivi di sicurezza erano attivi e funzionanti. Regolarmente sottoposto a manutenzione e controlli periodici, l'impianto di allarme era operativo, così come il servizio di vigilanza armata affidato all'istituto Allsystems. Resta da chiarire come i responsabili siano riusciti a completare il colpo e a lasciare la Reggia prima dell'intervento della sicurezza.
Le immagini registrate dalle telecamere sono ora al vaglio degli investigatori. Gli accertamenti dovranno ricostruire i movimenti della banda e verificare come sia stata raggiunta la sala che ospitava i preziosi.
L'ipotesi di un furto su commissione
Tra le piste prese in considerazione c'è la possibilità che i responsabili avessero studiato in anticipo gli spazi della Reggia, effettuando uno o più sopralluoghi. Il valore e la specificità degli oggetti sottratti hanno portato gli investigatori a valutare anche l'ipotesi di un furto su commissione. Al momento, però, non risultano conferme pubbliche che permettano di considerare accertata una delle due ricostruzioni.
Alle indagini partecipano i carabinieri del comando territoriale e il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Il Consorzio ha assicurato la propria collaborazione alle forze dell'ordine.