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2 Novembre 2021
12:57

“Froci, Mussolini vi brucerebbe”, minorenni aggrediti a Ferrara, Arcigay: “Clima intollerante”

L’aggressione omofoba subita da un gruppetto di ragazzini minorenni in strada nel pieno centro di Ferrara domenica pomeriggio. A denunciarlo sono stati loro stessi attraverso un video che ha ripreso alcuni dei momenti dell’aggressione. “Parliamo anche di ragazzi molto piccoli, da scuola media che sono rimasti molto turbati e scossi” hanno spiegato a Fanpage.it dall’associazione Arcigay a cui i ragazzi si sono rivolti.
A cura di Antonio Palma
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Prima il lancio di petardi, poi addirittura un piccione morto e infine le urla “Lo conoscete Benito Mussolini? Lo sapete che vi brucerebbe tutti?”, è l’aggressione omofoba subita da un gruppetto di ragazzini minorenni in strada nel pieno centro di Ferrara domenica pomeriggio. A denunciarlo sono stati loro stessi attraverso un video che ha ripreso alcuni dei momenti dell’aggressione che li ha costretti a una precipitosa fuga. “Siamo stati attaccati da dei ragazzi che continuavano a lanciarci petardi molto vicini per poi lanciarci un piccione morto e inseguirci, ci hanno insultati chiamandoci “froci di merda” hanno spiegato i ragazzini, un gruppetto composto da cinque adolescenti, tutti dai 12 ai 14 anni. A prenderli di mira un gruppetto di altri ragazzi poco più grandi di loro tra cui alcuni maggiorenni e altri che già conoscono perché in passato li avrebbero presi di mira con insulti omofobi. “Parliamo anche di ragazzi molto piccoli, da scuola media che sono rimasti molto turbati e scossi” ha spiegato a Fanpage.it il rappresentante dall’associazione Arcigay Ferrara Gli Occhiali d'Oro a cui i ragazzi si sono rivolti. 

Il gruppetto era fermo in strada nel tardo pomeriggio quando è stato preso di mira. Alcuni di loro si erano travestiti per Halloween e stavano semplicemente chiacchierando in pieno centro città, di fronte al ristorante Mc Donalds quando sono stati aggrediti con insulti e poi col lancio dei petardi. I ragazzi si sono dati subito alla fuga chiedendo aiuto a una pattuglia delle forze dell’ordine che hanno incontrato poco dopo ma ormai i bulli si erano dileguati. Ai ragazzini non è rimasto che denunciare l’accaduto insieme ai loro genitori e preparassi a presentare un esposto formale. “Li abbiamo denunciati, ma non potevano fare molto dato che il ddl Zan non è stato approvato” ha scritto il 14enne che ha pubblicato sui social il video, aggiungendo: “Vorrei che questo video girasse per far capire che abbiamo bisogno di questa legge. E non solo noi”.

“Abbiamo ascoltato la mamma che si sta muovendo per denunciare con gli altri genitori, noi siamo impegnanti con loro nel raccogliere tutte le informazioni per presentare un esposto alla digos” hanno  spiegato a Fanpage.it dall’Arcigay di Ferrara, rivelando inquietanti messaggi anche sotto il video dell’aggressione. “Purtroppo la gravità di quanto è accaduto non termina qui: come se non bastasse la gravità del fatto in sé, il video, che è stato pubblicato sulle piattaforme social, ha ricevuto dei commenti di plauso a sostegno degli aggressori” spiegano dall’associazione, denunciando “un clima sociale che sta diventando pericolosamente sempre più violento, intollerante ed escludente. Questa ennesima violenza, peraltro documentata, conferma un trend tristemente attuale che vede il moltiplicarsi di episodi di violenze omotransfobiche ai danni dei giovanissimi”.

“Pare che questo branco di bulli era già abbastanza noto e stazionava davanti al McDonald’s del centro storico con atteggiamenti provocatori e violenti ma con queste testimonianze oggettive ora il caso è venuto alla luce e speriamo si possa trovare giustizia” spiegano da Arcigay, aggiungendo: “Stiamo raccogliendo anche le testimoniane di alcuni passanti che si sono spaventati e fermati”. “Non hanno potuto fare molto perché un episodio del genere si risolve in semplice reato di ingiuria. Ora è il tempo di dare sostegno a questi ragazzi. Poi sarà il tempo di fare delle riflessioni serie” ha fatto sapere invece Manuela Macario, componente della segreteria nazionale di Arcigay, aggiungendo: “Tutto ciò è possibile anche perché non esiste una legge che contrasti l'omotransfobia”.

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