Ha passato metà della sua vita in pensione. Trentaquattro anni fa ha ricevuto il primo assegno previdenziale. Franco Di Ludovico, 68 anni di Crecchio (Chieti), in Abruzzo, ha versato per 9 anni i contributi lavorando come postino e ha potuto raggiungere la pensione grazie alla Legge Rumor a soli 34 anni. "Se io avessi rinunciato alla pensione tutti mi avrebbero preso in giro" spiega il 68enne teatino. "Non capisco perché ve la prendiate con me e non con lo Stato". Di Lodovico ha lavorato prima come coltivatore poi come postino a Venezia. Nel 1982 grazie alla legge Rumor, capo del Governo democristiano, presentò le dimissioni con diritto a pensione. Il 14 gennaio 1983 è riuscito ad andare in pensione, ricevendo circa il 60% dello stipendio.

Una volta rimasto a casa, l'uomo non si è accontentato di passare il tempo senza far niente, così ha avviato un'attività di vendita di libri, incrementando le sue entrate. Un'attività portata avanti fino al 2014, versando quindi altri trentuno anni di contributi. Eppure il primato per la baby pensione non appartiene tuttavia a lui, ma a una donna friulano che, sempre in quel periodo, era andata in pensione all'età di 29 anni e mezzo.

Legge Rumor

Era il 29 dicembre 1973 quando il governo di Mariano Rumor inaugurò la controversa stagione delle baby pensioni, con un Dpr (decreto del presidente della Repubblica, all'epoca Giovanni Leone) destinato ai dipendenti pubblici che avessero lavorato per 14 anni, sei mesi e un giorno, se donne sposate e con figli; le condizioni per gli altri, ossia 20 anni per gli altri statali, 25 anni per i dipendenti degli enti locali (in epoca pre-federalismo, ancora pochi).