Frana a Niscemi, mille sfollati e scuole chiuse: un intero quartiere ancora a rischio

La situazione a Niscemi, in Sicilia, è in continuo peggioramento dopo la frana avvenuta intorno alle ore 13 di domenica 25 gennaio. Il maltempo che da settimane non dà tregua alla Sicilia ha provocato una frana nel quartiere Sante Croci con una voragine di circa 4 km. Nella notte si è staccata una porzione profonda dieci metri di costone nel versante Ovest. Gli sfollati a scopo precauzionale sarebbero oltre mille, concentrati soprattutto nell’area del torrente Benefizio, ma lo smottamento interessa una zona molto più ampia dove risiedono circa 25 mila abitanti.
L'allerta è alta e sul posto sono intervenuti i referenti della Protezione Civile, Vigili del fuoco, e delle associazioni di volontariato che hanno allestito i punti d'appoggio per le persone evacuate e due numeri verdi per la cittadinanza. All'interno del Palasport cittadino Pio La Torre è stato allestito un punto di accoglienza. Il sindaco Massimiliano Conti ha chiuso le scuole a scopo precauzionale e all'Adnkronos spiega che la frana "nella notte è notevolmente peggiorata", destando grande preoccupazione.
Fanpage.it apprende che le lezioni sono state sospese perché è stata interrotta a scopo precauzionale la rete del gas. Al termine dell'emergenza alcuni istituti potranno tornare agibili, altri no, almeno per il secondo il quadro attuale.
Il presidente del Consiglio comunale della città in provincia di Caltanissetta, Angelo Chessari, ha spiegato di aver vissuto nella giornata di ieri "un pomeriggio veramente tragico, perché l'area interessata è veramente vasta". E per questo lunedì le cose non sembrano voler migliorare: "Un altro giorno, sicuramente ancora più duro e triste di ieri oggi ci aspetta", conferma.
Anche il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci ha fatto sapere di stare seguendo "l'evoluzione del grave fenomeno franoso che sta interessando un intero quartiere di Niscemi".
Lo smottamento, con tutta probabilità, è causato dalle forti piogge e rovesci che da oltre una settimana si abbattono con violenza sulla regione e che proprio in Sicilia hanno causato i danni peggiori con l'interruzione di ampi servizi del trasporto ferroviario e la distruzione di abitazioni e infrastrutture soprattutto sulla costa.
Una richiesta per lo stato di calamità era già stata presentata lo scorso 21 gennaio dal consiglio comunale di Niscemi proprio in conseguenza di un altro evento franoso avvenuto in città il 16 dello stesso mese che aveva interessato l'area di Belvedere e la strada provinciale SP12.