Gianluca Savoini nel 2018 è stato per almeno 14 volte in Russia, nonostante il suo nome non risulti sul database su cui il ministro dell’Interno di Mosca registra l’ingresso nel Paese di ogni cittadino straniero. Non solo: oltre a lui anche Claudio D'Amico, persona che fa ancora parte dello staff di Matteo Salvini, aveva un posto nello stesso aereo preso da Savoini per recarsi all'incontro al Metropol del 17 ottobre 2018, quello in cui il presidente dell’associazione Lombardia-Russia e responsabile per la Lega dei rapporti con Mosca avrebbe trattato con tre russi e due italiani una fornitura di carburante per far arrivare nelle casse del partito di Salvini 65 milioni di dollari, circostanza che il leader del Carroccio e ministro degli Interni italiano ha però sempre smentito e su cui indaga la Procura di Milano. Sono le ultime rivelazioni contenute nella nuova inchiesta realizzata da BuzzFeed News, Bellingcat e The Insider e pubblicata sulla testata online americana oggi, 8 agosto.

Stando a quanto scoperto dal team investigativo l'assenza del nome di Savoini dal Central Database for the Registration of Foreigners – ovvero il “Database dei migranti” che si recano in Russia – non riguarda solo il 2018 ma anche gli ultimi cinque anni e sarebbe giustificabile solo in due modi: o il leghista dispone di uno status privilegiato, o i suoi dati sono stati cancellati successivamente.

Oltre a Savoini però c'era anche Claudio D’Amico in Russia: il 53enne, ex parlamentare della Lega, è stato capo di gabinetto di Roberto Calderoli ed è sposato con Svetlana Konovalova, bielorussa che è stata interprete di Umberto Bossi. Oggi, oltre ad essere il "Responsabile sviluppo progetti" dell’Associazione Lombardia-Russia, lavora nell’"Ufficio di diretta collaborazione" di Matteo Salvini in qualità di "Consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepresidente Salvini". Non è noto se D’Amico abbia partecipato all’incontro al Metropol: sia lui che Savoini non hannp risposto alle richieste di chiarimento in merito.

Secondo quanto ricostruito da Buzzfeed, il 18 ottobre 2018 all’hotel Metropol di Mosca "uno stretto collaboratore" del vicepremier Salvini — Gianluca Savoini — ha incontrato tre uomini russi per organizzare un accordo che avrebbe portato alla Lega decine di milioni di dollari. Dal canto suo Salvini ha replicato: "Mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia". La Procura di Milano vuole però vederci chiaro ed ha aperto un'inchiesta.