Ad uccidere Giuseppe Giordano, trentenne di Ascoli Satriano, è stato un colpo di pistola alla nuca. Le indagini sono proseguite per tutta la notte. Il corpo del giovane è stato rinvenuto ieri mattina in un capannone in disuso in località San Carlo, nelle campagne del comune foggiano: era parzialmente carbonizzato, e si trovava accanto a un'auto Alfa 147, intestata a una persona del posto che sarebbe stata subito rintracciata. Con quel mezzo Giuseppe si era recato nel luogo in cui poi è stato assassinato, un vecchio capannone in disuso, che appartiene a un imprenditore delle provincia di Foggia.

Secondo le ricostruzioni Giuseppe era uscito di casa alle nove e probabilmente aveva un appuntamento con la stessa persona che poi lo ha ucciso un colpo di pistola alla nuca. A primo acchito l'episodio sembra una esecuzione, ma gli inquirenti ritengono, al contrario, che si fidasse del suo assassino e che sia stato colto di sorpresa. Dopo averlo colpito l'omicida ha poi tentato di nascondere le tracce bruciando il corpo senza vita di Giuseppe, e appiccando un incendio nell'auto.

Sono stati proprio i vigili del fuoco, intervenuti per spegnere le fiamme vicino al capannone, a ritrovare il cadavere. Gli investigatori dell'Arma hanno ascoltato parenti e conoscenti della vittima, ma non sono emersi particolari utili alle indagini. I Carabinieri stanno analizzando i tabulati telefonici per ricostruire gli ultimi istanti di vita del giovane. Giordano per lavoro viveva anche per settimane lontano dal paese natale. Al momento l'unica certezza è che non si tratta di un omicidio legato alla criminalità organizzata. Nel capannone non sono stati trovati bossoli, né il cellulare della vittima, che forse era in auto ed è andato distrutto nell'incendio del veicolo: le fiamme hanno lambito il corpo di Giordano, per questo parzialmente carbonizzato.