Dramma nelle scorse ore nel Foggiano dove un improvviso incendio ha devastato alcuni giacigli improvvisati all'interno della baraccopoli di Borgo Mezzanone, a pochi chilometri dal capoluogo, uccidendo uno degli occupanti. La vittima è un ragazzo di 26 anni originario del Gambia che  era impiegato illegalmente come bracciante nelle varie coltivazioni in Puglia come tantissimi altri extracomunitari quasi sempre sfruttati dai caporali. Secondo una prima ricostruzione, per un tragico destino, il giovane si era da poco trasferito nella baraccopoli dopo aver vissuto per diverso tempo nel vicino centro per richiedenti asilo. Al 26enne infatti era stata respinta la domanda di asilo e il giovane si era ritrovato a non avere più i documenti. Si era trasferito così nella baraccopoli dove un tempo vivevano ben 2mila braccianti e che di recente è stata protagonista di alcuni  abbattimenti.

Il rogo è divampato nel pieno della notte tra giovedì e venerdì cogliendo di sorpresa il ragazzo che dormiva all'interno di un delle baracche costituite prevalentemente da lamiere e legno. Nessuno si era accorto di lui o aveva segnalato la sua presenza tanto che solo durante il sopralluogo dei vigili del fuoco dopo lo spegnimento delle fiamme si è scoperto con orrore il corpo quasi completamente carbonizzato. La vittima era stesa a terra, questo fa ipotizzare che si sia svegliato tra le fiamme ma non abbia fatto in tempo a uscire. Non è escluso però che possa essere svenuto per i fumi spigionati dall'incendio.

Maggiori certezze sulla causa di morte potrebbero arrivare dai risultati dell’autopsia che verrà disposta probabilmente nei prossimi giorni dall'autorità giudiziaria. al momento si ignorano anche le cause del rogo, sulle quali stanno indagando le forze di polizia. "La tragedia conferma che i grandi insediamenti di stranieri, legali e abusivi, che abbiamo ereditato dalla sinistra erano e sono un problema" ha commentato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, aggiungendo: "Abbiamo il dovere di riportare sicurezza, ordine e legalità continuando con i controlli, gli sgomberi e i progressivi svuotamenti".