Sono saliti a 54 i casi di contagi da Coronavirus alla Bartolini di Bologna, ora Brt, in zona Roveri. Un aumento significativo, se si tiene conto che solo ieri i contagiati ne erano 40. Ma il numero definitivo potrebbe essere ben superiore, dal momento che mancano all'appello altri 40 tamponi da analizzare, dunque i dati cambiano minuto dopo minuto. "La situazione sta peggiorando, siamo molto preoccupati – ha commentato a Fanpage.it il nuovo focolaio Covid nel capoluogo emiliano Simone Carpeggiani, coordinatore provinciale di SiCobas -. Anche perché abbiamo avuto notizia di almeno sei nuovi infetti accertati in altri magazzini, cioè 1 in Pelletways a Calderara di Reno (non 2 come inizialmente dichiarato), 2 in Dhl e 2 in Tnt. Abbiamo paura che possano replicare l'emergenza scoppiata in Bartolini. Anche perché nessuna di queste aziende ha chiuso". Eppure, secondo Carpeggiani, si sarebbe potuto fare ben più di qualcosa per evitare che l'emergenza degenerasse.

"Abbiamo saputo dei primi due casi positivi il Bartolini il 15 giugno, dieci giorni fa – ha spiegato ancora il coordinatore provinciale di SiCobas -. Abbiamo subito chiesto all'azienda e alle istituzioni di avviare la procedura di quarantena per i lavoratori, ma non abbiamo ricevuto risposta. L'azienda aspettava indicazioni dall'Asl, la quale però a sua volta non ha voluto prendersi la responsabilità di chiudere tutto". In una mail che il sindacato ha inviato proprio il 15 giugno si legge, nello specifico: "Siamo venuti a conoscenza che presso il magazzino di BRT Zona Roveri (BO) sono stati riscontrati 2 lavoratori Positivi al Covid-19. Per prevenzione di tutti i lavoratori operanti presso il suddetto magazzino ed evitare nuovi focolai, chiediamo a nome e per conto dei lavoratori che venga obbligatoriamente effettuato il Test sierologico a tutti, come previsto dal decreto CDM di Marzo 2020, a partire dalla data odierna. Informiamo che, se non vi è la disponibiltà di effettuare i suddetti Test, i lavoratori, a partire da oggi stesso, non entreranno sul luogo di lavoro mettendosi in Quarantena preventiva. Richiediamo quindi che, se sopraggiunga la necessità dei lavoratori di sottoporsi alla Quarantena preventiva, l'azienda retribuisca tutti i dipendenti poichè assenti dal posto di lavoro per causa Covid-19″.

Pochi giorni dopo, i casi sono saliti a 12 e solo nella giornata di ieri, mercoledì 24 giugno, dopo che il numero dei lavoratori positivi al Coronavirus ha superato quota 40, si è corsi ai ripari, chiudendo il magazzino ed effettuando i tamponi. "La situazione è molto grave – ha continuato Carpeggiani – anche perché bisogna considerare pure i riders e i camionisti. Noi abbiamo fatto di tutto, ma non è stata tutelata la salute non solo dei lavoratori, ma anche dei cittadini. Noi denunciamo anche il fatto che non vengono resi noti i dati reali. Quando abbiamo saputo dei 12 casi in Bartolini, il bollettino ufficiale ne contava solo 4. Avevamo fatto con l'azienda anche un accordo sulla sicurezza, ma non è stato fatto nulla. Il problema è che è davvero una cosa grossa, anche per le notizie che sono arrivate dagli altri tre magazzini della logistica tra l'Interporto e Calderara di Reno: insieme contano più di mille lavoratori. Molti lo stanno sottovalutando, chiediamo che qualcuno ci ascolti".

La nota di Bartolini: "370 lavoratori sottoposti a test"

Intanto, Bartolini ha fatto sapere che nella sola giornata di oggi sono stati sono stati sottoposti a tampone "altri 170 lavoratori, tutti i drivers ed i dipendenti operativi della filiale" bolognese dove si è registrato un focolaio di Coronavirus. A questi si aggiungono altri 200 tamponi fatti nei giorni scorsi che portano, quindi, ad un numero complessivo di 370 lavoratori sottoposti al test. Brt Corriere Espresso "sta seguendo e gestendo con estrema attenzione l'evolversi della situazione legata al cluster Covid-19 verificatosi nel proprio magazzino di Bologna Roveri, e originato da lavoratori di servizi logistici di magazzino gestiti da una società esterna. L'azienda – si spiega in una nota – si è prontamente attivata in stretta collaborazione con l'Azienda sanitaria locale in via precauzionale, al fine di contingentare e razionalizzare le attività operative e contemporaneamente per la verifica della diffusione del contagio, in rigorosa conformità al Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro". Sono state dunque "prontamente attuate le necessarie misure di sicurezza a tutela degli operatori e dei dipendenti e di verifica di diffusione del contagio. E' stato effettuato lo screening attraverso tampone naso-faringeo dei circa 200 lavoratori, che attualmente ha evidenziato la presenza di alcuni positivi asintomatici". Inoltre per tutti i lavoratori coinvolti "e' stato disposto l'isolamento domiciliare, come previsto dai protocolli sanitari nell'ambito della emergenza Covid".

Pelletways: "Tutela della salute dei dipendenti nostra priorità"

Palletways di Calderara di Reno ha specificato che presso il suo magazzino è stato accertato 1 solo caso positivo al Coronavirus, non 2 come inizialmente reso noto dal sindacato. L'azienda ha precisato che "considera la tutela della salute dei suoi dipendenti una sua massima priorità e ritiene necessario precisare che attualmente risulta accertata dall’Asl di San Giorgio di Piano (BO), la positività al Covid-19 di un solo dipendente, la cui comunicazione all’azienda è avvenuta lo scorso 19 giugno. Precisiamo, inoltre, che il dipendente in questione era già assente dal lavoro dal mercoledì precedente, 17 giugno 2020. Palletways, nel frattempo, anche grazie alla collaborazione dei suoi dipendenti – operai, addetti al magazzino, impiegati d’ufficio – ha adottato e messo in atto le azioni a tutela del personale previste dal Protocollo Condiviso, ritenendo opportuno, inoltre, sottoporre il 99% del suo organico a uno screening medico accurato. Ad oggi, venerdì 26 giugno 2020, stando alle verifiche effettuate in collaborazione con i medici competenti, ASL e la Regione Emilia Romagna, non risultano altri casi di positività accertati. L’azienda è riuscita assicurare la continuità delle operazioni senza mai interrompere i propri servizi garantendo l’approvvigionamento di beni essenziali in tutto il paese e, al tempo stesso, la continuità lavorativa per i suoi dipendenti".