Florian Egger uccise un carabiniere, ora è libero: il “Rambo di Lauregno” farà il contadino in Sardegna
Florian Egger, noto alle cronache come il “Rambo di Lauregno”, ora è un uomo libero. Condannato per l’omicidio di un carabiniere avvenuto ventinove anni fa, da qualche settimana Egger, che ora ha 56 anni, ha finito di scontare la sua pena. Ventinove anni fa, in una rapina commessa a Lana, uccise l'appuntato dei Carabiniere Candeloro Zamperini. Era il 12 giugno del 1997 quando Egger entrò in una filiale della Cassa di Risparmio per una rapina: durante la fuga, l’allora 27enne fu intercettato da Zamperini, in quel momento fuori servizio. Partì un colpo di pistola che uccise il carabiniere. Egger fu catturato a Limone sul Garda dopo una lunga latitanza di oltre un mese e infine condannato a 33 anni di carcere. Fu anche protagonista di una evasione dal carcere durante un permesso premio, dopo qualche mese venne catturato di nuovo.
Egger, che ha scontato gran parte della sua pena in Sardegna, resterà sull’isola per fare il contadino (negli ultimi anni si trovava in una comunità agricola per detenuti nel Sassarese): non sarebbe intenzionato dunque a tornare in Alto Adige, dove è nato.
La notizia della scarcerazione di Florian Egger è stata data dalla "Tageszeitung" dopo un documentario di Rudy Kaneider e Erich Grünbacher andato in onda lunedì. Qui il fratello Bernhard raccontava l'impatto devastante che quanto accaduto aveva avuto sulla famiglia. Secondo l’uomo, nella vita del fratello c’era stato un evento traumatico che lo avrebbe perseguitato per tutta la vita. Ovvero un incidente stradale da lui provocato in cui perse la vita un pedone. Gli avevano ritirato la patente e aveva accumulato debiti per oltre 100 milioni di lire.
"Noi come famiglia e io personalmente abbiamo sempre detto: per quello che ha fatto, deve assumersi le sue responsabilità", dice Bernhard nell'intervista. Afferma di aver incontrato il fratello in carcere solo nel 2022 e “in quell'occasione ho avuto per la prima volta la sensazione che fosse cambiato”. Concludendo che “tutti dovrebbero avere una seconda possibilità”.