Gli ha reciso l'arteria femorale provocandogli un'emorragia che gli è risultata fatale. Lo sfortunato protagonista della vicenda è stato un poliziotto filippino: a ucciderlo, però, è stato un gallo. Per la precisione, un gallo da combattimento. La cosa ha fatto la differenza, anche se sembrerebbe irrilevante per qualcuno che non ha idea di cosa preveda una lotta tra questi animali: alle zampe, il gallo aveva attaccati una lama e uno sperone.

L'agente era intervenuto in un blitz delle forze dell'ordine per bloccare uno dei tanti combattimenti tra galli, diffusissimi nelle Filippine. Il poliziotto stava raccogliendo uno degli animali per utilizzarlo come prova, ma in quel momento è stato attaccato da un altro gallo che lo ha colpito con la lama legata alla zampa. Il fendente è giunto fino all'arteria femorale dell'uomo. Da quel momento è stato vittima di un'emorragia e nonostante i soccorsi tempestivi, per lui non c'è stato niente da fare. I fatti si sono svolti nelle Filippine Centrali, luoghi in cui questo genere di lotta è uno dei passatempi più diffusi e un business per il settore delle scommesse. Si tratta dell'unica tradizione del sud-est asiatico che è diventata un'industria da miliardi di dollari, tanto che i combattimenti vengono trasmessi anche in televisione. Molti hanno scelto di dedicarsi all'allevamento dei galli poi utilizzati nei combattimenti. A causa del Covid, le lotte sono state ridotte per evitare il contagio. La grande quantità di appassionati che si riunisce rappresenta un serio rischio epidemiologico e così sono scattati i controlli per evitare gli assembramenti dopo il conseguente fiorire di incontri clandestini. Un incidente del genere non si era mai verificato a detta dei colleghi della vittima. Il dolore è enorme nel constatare che un uomo ha perso la vita svolgendo il proprio lavoro e che la metà dei presenti a quell'incontro è risultata positiva al Covid.