Una violenta fiammata, accompagnata da forti boati ha interessato questa mattina il centro oli dell'Eni a Viggiano in provincia di Potenza in Basilicata. Erano circa le 11.30 quando l'altissima fiamma che usciva dal camino dell'impianto, accompagnata da un fumo intenso nero durato per oltre una quindici minuti, ha scosso gli abitanti della tranquilla cittadina che ora chiedono spiegazioni sull'accaduto e rassicurazioni sulla pericolosità della zona. Il presidente della Regione, Marcello Pittella, e l’assessore all’Ambiente e Territorio, Aldo Berlinguer, sono già intervenuti e hanno chiesto ad Arpab e Osservatorio ambientale della Val D’Agri di rendere noti con la massima urgenza i dati relativi al monitoraggio effettuati in tempo reale nell’area del Centro Oli di Viggiano per capire gli effetti provocati dalla fiammata. Come spiegano dalla giunta regionale lucana, Pittella e Berlinguer "pur prendendo atto delle rassicurazioni giunte dai responsabili della sicurezza del centro oli" hanno deciso di fissare una riunione con la compagnia petrolifera Eni "non solo per ottenere ulteriori chiarimenti su quanto accaduto, ma per riprendere e rafforzare il dialogo con i sindaci della Val D'Agri, sospeso dall'anticipato scioglimento del Consiglio regionale".

L'Eni dal suo canto spiega che non vi è stato alcun pericolo. L'azienda infatti informa che alle ore 11:30 la fiaccola di sicurezza del Centro Olio Val d’Agri è stata attivata, generando una maggiore visibilità della stessa rispetto alle abituali condizioni operative. "Sono state prontamente attivate tutte le usuali procedure di sicurezza dell’impianto depressurizzando alcune apparecchiature di processo e convogliando il gas in esse contenuto alla fiaccola" recita un comunicato dell'Eni, aggiungendo "Eni conferma che tale procedura non comporta alcun pericolo per le persone e nessun impatto sull’ambiente circostante. Durante tutta la sequenza di eventi il Centro Olio Val d’Agri ha operato, e continua ad operare, in condizioni di completa sicurezza".