Marianna fu uccisa dopo che le sue 12 denunce contro il marito erano state ignorate. Oggi lo Stato che aveva riconosciuto il risarcimento ai suoi tre orfani, vuole riprenderselo. È l'ultima novità nella triste vicenda del femminicidio di Marianna Manduca, la donna uccisa nel 2007 a Palagonia, in provincia di Catania, dopo aver sporto una dozzina di denunce, inascoltate, contro quello che sarebbe diventato il suo assassino, il padre dei suoi figli, Saverio Nolfo. Ebbene, oggi, dopo 13 anni da quel tragico giorno, la Presidenza del Consiglio rivuole indietro i soldi concessi ai tre orfani di Marianna, a titolo di risarcimento, nell'ambito del processo sulla responsabilità civile dei magistrati che non intervennero. Si parla di 250 mila euro riconosciuti come indennizzo ai ragazzi che oggi hanno 18, 17 e 15 anni e che vivono con il cugino della madre Carmelo Calì e con sua moglie, diventati i loro genitori adottivi dopo i fatti.

La presidenza del Consiglio fa ricorso contro gli orfani

Il risarcimento era stato concesso in primo grado per poi essere cassato in secondo grado dalla  Corte d’appello di Messina che, lo scorso marzo, ha annullato quel risarcimento, ammettendo il ricorso alla Presidenza del Consiglio in favore dei magistrati di Caltagirone. La famiglia di Marianna, oggi, ha a sua volta presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione. Toccherà ora decidere ai giudici del Palazzaccio se la condotta di quei magistrati fu omissiva oppure no.

I fatti: Marianna Manduca uccisa dopo 12 denunce

I fatti risalgono al 3 ottobre del 2007, quando Marianna Manduca, che da tempo conosceva le intenzioni del marito Saverio Nolfo e ne aveva messo al corrente le forze dell'ordine, fu assassinata con 12 coltellate. Dopo aver massacrato la moglie con lo stesso coltello con cui l'aveva minacciata più volte ("con questo ti ucciderò"), Saverio Nolfo andò a costituirsi per poi essere condannato a 21 anni di carcere in un processo con rito abbreviato. In questi anni la questione delle responsabilità dei magistrati che avevano l'onere di proteggere Marianna è stata discussa in tribunale, ma soprattutto ha animato accesi dibatti sui  media e sui social network. Sarà la Cassazione ora a decidere se, come sostiene la Presidenza del Consiglio, a cui tocca versare il risarcimento, i magistrati fecero veramente di tutto per salvare Mariannna o se invece, come sostengono, sarebbe morta comunque.