Femminicidio Cinzia Pinna, cadono le accuse per Rosa Maria Elvo: la ristoratrice estrane al delitto
Sono cadute le accuse nei confronti di Rosa Maria Elvo e Luca Franciosi. I due sono rispettivamente un'amica e il giardiniere di Emanuele Ragnedda, in carcere per il femminicidio di Cinzia Pinna, uccisa nel settembre del 2025. La vittima risultò scomparsa per 12 giorni e il corpo fu rinvenuto soltanto allora nella tenuta di Conca Entosa. La posizione di giardiniere e amica di Ragnedda è stata chiarita dalla giudice del Tribunale di Tempio Pausania. Per entrambi è arrivato il decreto di archiviazione in merito all'accusa di favoreggiamento.
Elvo, all'epoca compagna di Ragnedda, era stata collocata da un testimone nell'abitazione ma gli accertamenti investigativi, biologici, dattiloscopici e le analisi dei tabulati telefonici e telematici hanno dimostrato la sua totale estraneità ai fatti per i quali l'imprenditore vinicolo è finito in manette. Lo stesso è accaduto per Franciosi, chiamato in causa dal reo confesso che aveva asserito di essere stato aiutato dal giardiniere nei momenti successivi al delitto.
La ristoratrice non ha dunque niente a che fare con il delitto, circostanza ammessa dallo stesso Ragnedda dalla sua cella dopo l'arresto per il femminicidio della 33enne di Castelsardo uccisa a colpi di arma da fuoco nella notte tra l'11 e il 12 settembre a Palau. L'uomo aveva infatti asserito fin dall'inizio che Elvo non aveva nulla a che fare con quanto accaduto a Cinzia Pinna e che anzi ne era completamente all'oscuro. Gli accertamenti compiuti dalle autorità hanno poi confermato questa versione: Elvo è del tutto estranea al femminicidio di Pinna.
L'imprenditore vinicolo dovrà ora presentarsi davanti ai giudici della Corte d'Assise di Sassari il 10 novembre per la prima udienza del processo. L'uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, motivi abietti e sevizie oltre che di occultamento di cadavere, calunnia e cessione di cocaina.