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20 Settembre 2021
12:33

Federico, 11 anni, scala il Cervino. Il papà replica alle critiche: “Ha saltato solo 2 giorni di scuola”

“Era con una guida di eccezionale esperienza” ha spiegato il genitore in un post su Facebook in risposta ai commenti sotto la foto del figlio in posa sulla vetta dopo l’impresa alpinistica sull’ostico versante italiano della celebre montagna. “Hai dimostrato che il concetto di limite può essere davvero relativo” ha aggiunto il signor Fabio Tomasi.
A cura di Biagio Chiariello
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A soli undici anni ha scalato il Cervino, sul versante italiano: ma l'impresa del piccolo Federico Tomasi, di Beinasco (Torino), ha fatto storcere il naso a qualcuno, tanto che su Facebook  è dovuto intervenire il padre con un lungo post per provare a mettere a tacere le critiche.

"Buongiorno a tutti sono il papà di Federico" inizia così il post del signor Fabio. "Il bambino è stato assente da scuola due giorni di cui uno era il primo lunedì (ove tradizionalmente ci si saluta o poco più) e martedì. Ieri a 24 ore dalla scalata si è regolarmente presentato a scuola nonostante dopo una fatica del genere poteva essere opportuno e giustificabile riposare. Insomma alle 8 era sul Cervino, alle 20 a casa a preparare lo zainetto per la scuola. Purtroppo il Cervino si può scalare (specie per un ragazzino) con contesti meteorologici particolari (visibilità, assenza di precipitazioni e vento) che non sono così frequenti. Lunedì e martedì si sono incredibilmente presentate queste condizioni ideali".

Il padre di Federico spiega come per coronare il suo sogno, nato circa due anni prima, c’è voluta grande preparazione e tecnica. Il ragazzino è stato ritenuto idoneo da diverse guide alpine, tra queste c'era Matteo Faletti, colpito dal suo amore smisurato per la montagna. "Un'impresa così non si può improvvisare – ha commentato la  stessa guida – ho un figlio di 9 anni e mi sono detto che provare non costa nulla. Ho dato fiducia a lui e al padre". E poi la consapevolezza che in qualsiasi momento sarebbero potuti tornare indietro. Federico è partito il 13 settembre da Plan Maison, in Valtournenche in Valle d’Aosta (2.561 metri) e circa quattro ore è arrivato alla Capanna Carrerl dove ha dormito tra alpinisti professionisti; il giorno successivo, poco prima dell’alba ha ripreso la sua scalata per raggiungere la vetta del Monte Cervino, di 4.478 metri.

"La notte più lunga della mia vita. La mia stima e il mio orgoglio di avere il privilegio di essere tuo padre, non hanno fine. Hai dimostrato che il concetto di limite può essere davvero relativo, ma si deve lottare sacrificarsi e provarci" ha scritto ancora papà Fabio. Il suo commento si è poi concluso: "Sono perfettamente consapevole che l'alpinismo comporta rischi oggettivi spesso imprevedibili, di sicuro non maggiori di altre attività che abitualmente molti di noi intraprendono consapevoli dell'imprevedibile".

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