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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, avviata perizia sui genitori: primo colloquio con la consulente del Tribunale

Avviata la perizia psico-diagnostica sulla “famiglia nel bosco” di Palmoli. Oggi il primo colloquio tra i genitori e la consulente nominata dal Tribunale dei minori dell’Aquila. La coppia è stata ascoltata e si dice “soddisfatta”. I figli restano in casa famiglia a Vasto.
A cura di Biagio Chiariello
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immagine di repertorio
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Si è svolto oggi il primo colloquio conoscitivo tra Catherine Birmingham e Nathan Trevallion e la psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnica d’ufficio nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. L’incontro segna l’avvio formale della perizia psico-diagnostica disposta a fine dicembre dai giudici, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti dei tre figli della coppia, avvenuta lo scorso novembre.

Al colloquio erano presenti i legali dei genitori, Danila Solinas e Marco Femminella, oltre a due interpreti. Per la famiglia ha partecipato anche lo psicologo e neuropsichiatra Tonino Cantelmi, nominato consulente di parte. L’appuntamento è stato definito "soddisfacente" e ha rappresentato, secondo i presenti, un primo momento di ascolto effettivo dei genitori.

"Catherine e Nathan hanno avuto la possibilità di esprimersi, di essere ascoltati, ed è emersa tutta l’impressionante ricchezza umana di questa coppia e di questa famiglia", ha dichiarato Cantelmi all’ANSA al termine dell’incontro. "Sono soddisfatto, anche se preoccupato per i tempi: una perizia richiede mesi e questo non si accorda con il dolore che è emerso anche oggi".

Nel corso del colloquio, i coniugi hanno ribadito la propria identità familiare e il legame con i figli. "Amiamo vivere a contatto con la natura, ma prima ancora ci sentiamo una famiglia. I nostri figli sono tutto. Vederli arrabbiati e sofferenti per la separazione è qualcosa che ci riempie di dolore", hanno spiegato, dicendosi convinti di essere stati finalmente compresi.

La perizia disposta dal Tribunale prevede tre livelli di accertamento: un’indagine personologica e psico-diagnostica sui genitori, la valutazione delle loro competenze genitoriali e dell’eventuale incidenza di aspetti psichici sull’esercizio della responsabilità genitoriale, e infine un’analisi delle condizioni di vita e dello sviluppo psicologico dei minori. La dottoressa Ceccoli avrà 120 giorni di tempo per depositare la relazione. Entro il 30 gennaio, invece, i servizi sociali dovranno trasmettere un aggiornamento sugli interventi svolti, mentre le parti potranno presentare memorie fino al 15 febbraio.

Nel frattempo, la famiglia ha chiesto la sostituzione dell’assistente sociale incaricata, ritenuta ‘ostile'. Cantelmi ha inoltre richiamato il recente documento della Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, intitolato “Il prelievo dei minori – facciamo il punto”, sottolineando come emerga "il fallimento del ruolo di mediazione dei servizi sociali" e l’incomprensibilità della sottrazione dei bambini.

La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” va avanti dal 20 novembre scorso, quando i minori sono stati collocati in una casa famiglia a Vasto. Da allora Catherine vive con i figli nella struttura, mentre Nathan può vederli per quattro ore alla settimana. Un nuovo incontro con la consulente del Tribunale è già fissato per la prossima settimana e non si esclude che, alla luce degli sviluppi, possa essere presentata una nuova istanza per chiedere il ricongiungimento familiare.

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