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19 Novembre 2021
09:18

Falsi certificati per ottenere l’esenzione dalla mascherina: aperta inchiesta a Forlì

La Procura di Forlì indaga su una serie di soggetti che avrebbero venduto e utilizzato falsi certificati per ottenere l’esenzione dall’utilizzo della mascherina.
A cura di Davide Falcioni
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Compilazione e vendita di falsi certificati di esenzione dall'uso della mascherina. È l'ipotesi d' accusa, come reso noto ieri dal Resto del Carlino, al centro di una indagine della procura di Forlì arrivata alla fase conclusiva: indagato un medico ligure di 68 anni, residente a Sestri Levante, nel Genovese. Per lui l'ipotesi è di falso ideologico per avere compilato e messo in vendita i certificati di esenzione senza visitare i pazienti o consultare la cartella clinica (per questo l'ordine dei medici ligure dal 21 ottobre lo ha sospeso per dieci mesi dalla professione). Sotto inchiesta, con le ipotesi di reato di ricettazione e uso di atto falso, sono finite anche 20 persone per avere acquistato i certificati. Questi venivano utilizzati per evitare l'uso della mascherina per sé o i propri famigliari, inclusi i figli che frequentano la scuola, o continuare a lavorare senza sottoporsi a vaccinazione.

Fra gli indagati, in gran parte ‘no-vax' e partecipanti alle manifestazioni ‘no paura day', anche una coppia di coniugi forlivesi che si sarebbe presentata a un matrimonio insieme a testimoni e amici, lo scorso 11 settembre in municipio a Cesena, senza la mascherina e rifiutando di indossarla. La coppia avrebbe mostrato un duplice certificato di esenzione, ritenuto compilato dal medico ligure. Indagato anche un noto avvocato cesenate, spesso presente alla manifestazioni contro il Green pass, che avrebbe acquistato due certificati per consentire ai figli di recarsi a scuola senza la mascherina. Altri genitori sono indagati per la stessa ipotesi. Gli indagati, dal momento del ricevimento della notifica di fine indagini, hanno ora venti giorni di tempo per produrre documenti o essere sentiti dalla pm Lucia Spirito che guida le indagini. Poi la Procura della repubblica di Forlì deciderà se chiedere o meno, e a carico di chi, il rinvio a giudizio.

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