Faccetta Nera al Luna Park di Genova. Il giostraio: “È solo una canzone”. La replica: “No, il fascismo è reato”

“Faccetta Nera” risuona dagli autoscontri del Luna Park di Genova. Un video diventa virale, scoppia la polemica. Dura condanna della sindaca Salis, verifiche e possibili sanzioni.
A cura di Davide Falcioni
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Genova, città medaglia d’oro per la Resistenza antifascista, finisce al centro di una nuova polemica legata alla diffusione di "Faccetta Nera", canzone simbolo del ventennio, in un luogo abitualmente frequentato da bambini e ragazzi. Dopo i casi di Campobasso e Sanremo delle ultime settimane, il brano è stato trasmesso come colonna sonora di un autoscontro al Luna Park genovese, provocando sconcerto e indignazione.

A documentare l’episodio è stato uno dei frequentatori del parco, che ha ripreso la scena con il cellulare e ha pubblicato il video sui social. "Bravo, eh… bravo, complimenti", commenta l’uomo nel filmato, mentre il giostraio replica che "è solo una canzone". La risposta è immediata: "Guarda che questa è apologia del fascismo, è reato. Questa canzone è reato".

Un episodio analogo era avvenuto pochi giorni prima di Natale a Sanremo, dove un altro video mostrava “Faccetta Nera” come sottofondo musicale di un Luna Park, con giostre in funzione e ragazzi in fila per salire sulle attrazioni. In precedenza era stata la volta di Campobasso, dove il brano era stato proposto ai frequentatori di una pista di pattinaggio su ghiaccio.

La sindaca Salis: “Un gesto di gravità assoluta”

Durissimo il commento della sindaca Silvia Salis, che ha definito quanto accaduto "un gesto di una gravità assoluta". "Diffondere Faccetta Nera dalle casse di un’attrazione del Winter Park a Genova – ha detto – è ancora più grave se si considera che si tratta di un luogo frequentato ogni giorno da migliaia di bambini, giovani e famiglie e che la manifestazione beneficia di significativi contributi pubblici da parte del Comune".

"A Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per nostalgie fasciste", ha ribadito la prima cittadina, spiegando che il video è oggetto di approfondimenti e che l’amministrazione sta valutando "tutte le azioni possibili, comprese eventuali sanzioni". Salis ha inoltre chiesto una presa di posizione netta da parte degli organizzatori del parco e "una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutti i partiti e i movimenti politici della città". Anche qualora non vi fossero precise motivazioni politiche, ha aggiunto la sindaca, "resta comunque un atto di profonda stupidità e irresponsabilità".

Il Winter Park: “Provvedimenti ferrei”

In una nota ufficiale, lo staff del Winter Park ha preso le distanze dall’accaduto. "Condanniamo quanto successo nella serata del 10 gennaio – ha dichiarato il portavoce Mattia Gutris -. Da oltre 100 anni il nostro obiettivo è unire le persone e le generazioni nel segno del divertimento. Tutto ciò che divide e che richiama idee nefaste non fa parte dei nostri valori".

Gli organizzatori hanno precisato che il Winter Park coinvolge "più di 100 famiglie e oltre 300 lavoratori" e che "l’errore esecrabile di un singolo, verso cui prenderemo ferrei provvedimenti, non può e non deve ricadere su un’intera categoria né sull’intera manifestazione".

“Faccetta nera” è una canzone scritta nel 1935, durante il regime fascista, come strumento di propaganda coloniale legata alla guerra d’Etiopia. Il brano celebrava l’espansione imperialista italiana e divenne uno dei simboli musicali del Ventennio e delle camicie nere. Proprio per il suo significato storico e ideologico, è considerata un inno del fascismo e la sua diffusione in contesti pubblici continua a suscitare polemiche e condanne.

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