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Ettore muore a 72 anni e dona gli organi, la figlia: “Spero un giorno di trovare chi li ha ricevuti”

Ettore è morto a 72 anni e i suoi organi sono stati donati a tre persone nell’agosto 2023. A Fanpage.it l’appello delle figlia Federica: “Vorrei sapere se papà sta continuando a fare quello che ha sempre fatto in vita: aiutare gli altri”.
A cura di Eleonora Panseri
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Ettore, deceduto a 72 anni, è il papà di Federica: la figlia lancia un appello per trovare le persone che hanno ricevuto i suoi organi.
Ettore, deceduto a 72 anni, è il papà di Federica: la figlia lancia un appello per trovare le persone che hanno ricevuto i suoi organi.

"Ad agosto saranno tre anni che mio papà non c'è più, ma io non perdo le speranze. Il mio appello per trovare chi ha ricevuto i suoi organi continuerò a lanciarlo, vorrei sapere come è "ricominciata" la loro vita dopo il Trapianto".

Federica racconta con queste parole a Fanpage.it la storia di suo padre, Ettore, deceduto improvvisamente a 72 anni, e il suo desiderio di poter avere notizie delle persone a cui sono arrivati i suoi organi.

"Mio padre è stato male nell'agosto 2023, all'inizio presentava i sintomi di un virus gastrointestinale. Dopo alcuni giorni di forte malessere, il 10 agosto mia mamma lo aveva trovato in poltrona incosciente, non le rispondeva. Subito era arrivata l'ambulanza, lo avevano rianimato, intubato e trasportato in ospedale, al Civile di Brescia", ricorda.

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"Io ero rimasta a casa con i miei figli, quando ho ricevuto una telefonata da mio marito. Mi diceva che avrebbero dovuto operare papà per un problema al cuore. Così, dopo aver lasciato i bambini a un'amica, ho raggiunto l'ospedale. Hanno portato mio papà in sala operatoria alle 7 ed è uscito alle 5″.

Ettore, 72 anni, il papà di Federica che lancia un appello per trovare le persone che hanno ricevuto i suoi organi.
Ettore, 72 anni, il papà di Federica che lancia un appello per trovare le persone che hanno ricevuto i suoi organi.

Durante i controlli in ospedale, i medici avevano scoperto che circa dieci giorni prima Ettore aveva avuto un infarto silente e, a seguito di un ulteriore sforzo fisico, il cuore era rimasto compromesso.

"Se mio padre non avesse avuto quella sorta di virus gastrointestinale, non avremmo mai saputo che sarebbe potuto morire da un momento all'altro", ci ha spiegato Federica. Dopo l'operazione, nonostante i numerosi tentativi fatti dai medici per risvegliare l'uomo, il 14 agosto è subentrata la morte cerebrale.

"Da lì è partito tutto l'iter per la donazione degli organi", prosegue ancora Federica, che ci parla di suo papà come di una persona altruista, sempre attenta agli altri.

"Quando è andato in pensione ha iniziato a fare volontariato e nel rifacimento della carta d'identità elettronica tutta la famiglia ha dato l'assenso alla donazione. Ci siamo un po' stupiti perché pensavamo che fosse automatico, invece noi eredi diretti abbiamo comunque dovuto confermare la sua volontà", ricorda ancora.

Qualche tempo dopo dall'ospedale è arrivata una lettera con la quale Federica e sua mamma sono state informate del buon esito del trapianto degli organi di Ettore: un uomo di 62 anni ha ricevuto il fegato, altri due di 66 e 71 i reni. 

"A lei e sua figlia va il nostro e loro ringraziamento per aver avuto la forza di confermare la scelta di generosità e altruismo di suo marito in un momento così difficile", si conclude il breve messaggio.

La lettera ricevuta dalla famiglia di Federica: lei spera che qualcuno risponda al suo appello.
La lettera ricevuta dalla famiglia di Federica: lei spera che qualcuno risponda al suo appello.

"Non voglio e non pretendo di avere rapporti con queste persone, – ci dice Federica – ma a me piacerebbe sapere che tutto è andato a buon fine e che mio papà sta continuando a fare quello che ha sempre fatto in vita, aiutare gli altri, permettere loro di stare bene. Solo questo".

"Non pretendo numeri di telefono o di incontrarli e abbracciarli, perché capisco che è una cosa estremamente delicata. – aggiunge – Ma ci terrei tantissimo a sapere se tutto sta andando come lui avrebbe voluto e come noi speriamo".

Se dovesse mai incontrarli, ci dice che "prima di fare qualsiasi cosa, chiederei come si sentono, vorrei sapere che emozione hanno provato nel sapere che, grazie a mio papà, la loro vita sarebbe cambiata in meglio".

"Papà mi diceva sempre di aiutare gli altri quando potevo e io sono cresciuta con questa mentalità. Ora cerco di godermi tutti i momenti perché penso spesso al fatto che alle 14.30 ho parlato con mio padre e alle 15 l'ho visto steso a terra".

"Quando ti tocca una cosa del genere, ti rendi conto che arrabbiarsi è inutile. – conclude – Durante il funerale, il parroco ci ha detto che gesti come quello che ha fatto mio padre dovrebbero essere la normalità".

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