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Eredità Agnelli, la Procura di Torino chiede il rinvio a giudizio per John Elkann

La Procura di Torino chiede il rinvio a giudizio per John Elkann nel secondo filone sull’eredità Agnelli. Accuse di dichiarazione infedele; la difesa parla di atto dovuto.
A cura di Davide Falcioni
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La Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per dichiarazione infedele nei confronti di John Elkann, presidente di Stellantis, e del suo commercialista Gianluca Ferrero, nel secondo filone dell’inchiesta sull’eredità di Gianni Agnelli. La richiesta arriva come passaggio obbligato dopo l’imputazione coatta disposta dal gip Antonio Borretta, che il mese scorso aveva respinto la domanda di archiviazione per Elkann e Ferrero, accogliendola invece per gli altri indagati: Ginevra e Lapo Elkann e il notaio svizzero Urs von Grünigen. "Si tratta di un atto dovuto, ampiamente atteso dopo la decisione assunta dal gip lo scorso dicembre, contro il quale abbiamo peraltro presentato ricorso in Cassazione", hanno commentato i legali dell’imprenditore.

Il nuovo procedimento si affianca al filone principale dell’indagine, nel quale Elkann ha già versato 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate. Il pagamento è finalizzato a ottenere il parere favorevole della Procura alla messa alla prova, il rito alternativo che potrebbe portare all’estinzione dell’accusa di truffa ai danni dello Stato per le imposte e la tassa di successione non versate sul patrimonio della nonna Marella Caracciolo, vedova dell’Avvocato.

Nel secondo filone, invece, i pm contestano presunte false dichiarazioni dei redditi attribuite a donna Marella per il 2018 e per i primi mesi del 2019, fino alla sua morte avvenuta il 23 febbraio di quell’anno. Su questo punto il gip Borretta ha assunto una posizione diversa rispetto alla Procura, ritenendo che tali condotte non siano assorbite dal reato di truffa ipotizzato nel procedimento principale. La vicenda dovrà quindi tornare davanti al giudice dell’udienza preliminare, dove non è escluso che l’accusa possa nuovamente sollecitare il proscioglimento.

L’imputazione coatta ha avuto effetti anche sul calendario processuale: l’udienza sulla richiesta di messa alla prova è stata rinviata all’11 febbraio. In quella data la gup del procedimento principale dovrà pronunciarsi sulla possibilità di ammettere Elkann al percorso di undici mesi di attività come tutor per gli studenti delle scuole salesiane

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