La magistratura romana ha archiviato l’inchiesta sulle sparizioni di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, avvenute rispettivamente il 22 giugno e il 7 maggio 1983. Entrambe le ragazze, mai ritrovate, al momento della scomparsa avevano 15 anni. La decisione è del giudice per le indagini preliminari Giovanni Giorgianni. A sollecitare l'archiviazione era stata la stessa Procura secondo cui da “tutte le piste seguite e maturate sulla base di dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di numerosi testimoni, di risultanze di inchieste giornalistiche e anche di spunti offerti da scritti anonimi e fonti fiduciarie non sono emersi elementi idonei a richiedere il rinvio a giudizio di alcuno degli indagati”. Il gip ha così respinto l'opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dai familiari delle due ragazze. A nulla sono valse le sollecitazioni e le istanze promosse da Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, da sempre in prima linea nel chiedere supplementi d'indagine su uno dei più intricati misteri della storia italiana.

Cadono le accuse nei confronti degli indagati – Nel procedimento erano indagate per i reati di sequestro di persona e omicidio sei persone. Si tratta di monsignor Pietro Vergari, ex rettore della basilica di Sant’Apollinare (dove per anni è stato sepolto Renatino De Pedis, uno dei boss della Banda della Magliana), Sergio Virtù, autista di Enrico De Pedis, Angelo Cassani, detto Ciletto, Gianfranco Cerboni (Giggetto), Sabrina Minardi, considerata una “supertestimone” dell’inchiesta, e Marco Accetti. La richiesta di archiviazione del caso Orlandi “conclude indagini estremamente complesse e approfondite condotte dalla Squadra Mobile di Roma e direttamente dai magistrati di questo Ufficio – fa sapere il capo della procura – nei confronti di diversi indagati, protrattesi per moltissimi anni dopo una prima fase definita con sentenza di proscioglimento degli imputati emessa dal giudice istruttore di Roma il 19 dicembre 1997”.