Emanuela Orlandi: i periti chiedono sopralluogo in un palazzo in via dei Farnesi

Si infittisce sempre di più il mistero sulla scomparsa di Emanuela Orlandi dopo l'apertura della tomba del boss della Magliana Enrico de Pedis nella basilica di Sant’Apollinare a Roma. Gli esperti del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense, incaricati di analizzare i resti ritrovati nella Chiesa, hanno richiesto infatti sia una proroga per il deposito dei risultati sulla ossa ritrovate sia un nuovo sopralluogo al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al sostituto Simona Maisto, che stanno continuando a indagare sul sequestro di Emanuela Orlandi. Il sopralluogo dovrebbe effettuarsi questa volta in un altro stabile appartenente alla Pontificia università della Santa Croce, proprietaria anche di Sant’Apollinare.

Edificio ristrutturato dopo la basilica di Sant’Apollinare – La richiesta dei Pm è partita dopo un colloquio tra il medico legale che guida il pool di periti del Labanoff di Milano e alcuni degli ingegneri che effettuarono i lavori di ristrutturazione nella basilica tra il 2004 e il 2005. Da quel colloquio si è scoperto infatti che lo stesso gruppo di tecnici si era occupato di ristrutturare anche un altro stabile appartenente alla Fondazione della Pontificia università della Santa Croce che si trova in via dei Farnesi a Roma e che anche lì furono trovate altre centinaia di ossa. A questo punto i periti vogliono vederci chiaro e capire se quelle ossa possano essere correlate in qualche modo al caso Orlandi. La decisione dei magistrati sul sopralluogo ancora non è arrivata ma i Pm sono intenzionati ad andare fino in fondo e in questi giorni stanno effettuando una nuova serie di interrogatori per ricotruire le ultime ore di vita di Emanuela Orlandi.