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Elia Del Grande ha aggredito un’anziana al cimitero per rubarle l’auto prima della fuga: donna in ospedale

Elia Del Grande, arrestato dopo la fuga dalla casa lavoro di Alba con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni per avere ferito lievemente un Carabiniere, rischia anche quella di rapina. Il 50enne ha sottratto l’auto a una 70enne, aggredita mentre puliva la tomba del marito al cimitero di Lentate.
A cura di Eleonora Panseri
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È ancora ricoverata all'ospedale Circolo di Varese la 70enne rapinata dell'auto da Elia Del Grande, il 50enne fuggito il giorno di Pasqua da una casa-lavoro di Alba (Cuneo) e arrestato in provincia di Varese ieri ,mercoledì 8 aprile.

La donna è arrivata al nosocomio in codice giallo, dopo essere stata aggredita da Del Grande, che ora è accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni per avere ferito in modo lieve un carabiniere nel tentativo di evitare l'arresto.

Il 50enne, al quale era appena stata rinnovata per un altro anno la misura di sicurezza dopo una prima fuga, lo scorso ottobre, da un'altra casa-lavoro nel Modenese, rischia anche l'accusa di di rapina.

Secondo quanto è stato ricostruito, Del Grande, arrivato forse in treno a Sesto Calende, avrebbe infatti "curato" la zona del cimitero di Lentate, frazione di Sesto Calende, molto vicino alla stazione ferroviaria, individuando nell'anziana la vittima perfetta per procurarsi un mezzo di trasporto.

La donna, sentita nella mattinata di oggi dai Carabinieri Del compagnia di Gallarate, è stata aggredita da Del Grande mentre puliva la tomba del marito. L'anziana è stata spintonata dal 50enne che le ha sottratto le chiavi dell'auto e, nella caduta a terra, ha sbattuto la testa.

"Ha agito con una ferocia e una violenza inaudite, immotivate perché avrebbe potuto benissimo intimarle di consegnargli le chiavi dell'auto senza colpirla ripetutamente alla testa, sfondandole il cranio. Perché questo criminale ha avuto un permesso premio ed era libero?", ha detto il nipote dell'anziana al Tg5.

La donna aggredita da Del Grande – Screen da servizio Tg5.
La donna aggredita da Del Grande – Screen da servizio Tg5.

"Ho trovato mia mamma al cimitero in stato di shock, completamente ricoperta di sangue. Non ricorda cosa è successo, dice di essere stato male. Era piena di sangue, aveva la testa rotta. Io non l'avrei lasciato libero, c'è da rivedere qualcosa", il commento della figlia della 70enne.

Domani, venerdì 10 aprile, Del Grande, assistito dall'avvocato Cristina Bono, potrebbe comparire davanti al giudice per le indagini preliminari di Varese in carcere, dove è detenuto da mercoledì, per la convalida dell'arresto.

I Carabinieri, grazie al sopralluogo eseguito, all’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza, alla testimonianza della vittima e di alcune persone informate hanno acquisito gli elementi necessari che hanno condotto all’esecuzione del fermo di indiziato di delitto.

Il 50enne, condannato all'ergastolo, con una pena poi ridotta a 30 anni, ha scontato 26 anni e 4 mesi per avere ucciso nel gennaio del 1998 il padre Enea, 58 anni, la madre Alida, 53, ed il fratello Enrico, 27, nella loro casa di Cadrezzate.

Il triplice omicidio, passato alle cronache come la ‘strage dei fornai (la famiglia gestiva una panetteria), sarebbe maturato nel contesto di dissapori tra l'uomo e i suoi familiari. Del Grande, all'epoca 22enne, si era legato sentimentalmente a una ragazza dominicana che avrebbe voluto sposare, ma i genitori si erano opposti.

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