È morto oggi lo scrittore, giornalista e aforista italiano Roberto Gervaso, autore di successo di numerosi libri, in particolare biografie di celebri personaggi, e protagonista tra i primi della grande divulgazione storica in Italia. Si è spento dopo una malattia, all'età di 82 anni in ospedale a Milano. Era nato a Roma il 9 luglio 1937. Le sue opere sono tradotte negli Stati Uniti, in Canada, in America Latina, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone, Bulgaria, Polonia, Romania.

Lascia la moglie Vittoria e la figlia Veronica, giornalista del Tg5. È stato anche un popolare personaggio della tv, dove si presentava con il suo famoso papillon. Ha studiato in Italia e negli Stati Uniti e si è laureato in lettere moderne, con una tesi sul filosofo Tommaso Campanella. Ha collaborato quindi a quotidiani e periodici, alla radio e alla televisione, e per decenni si è dedicato alla divulgazione storica, sua grande passione, come testimoniano decine di libri pubblicati da Rizzoli, Bompiani e Mondadori.

L'attività giornalistica di Roberto Gervaso

Gervaso ha iniziato l'attività giornalistica nel 1960 al "Corriere della Sera", presentato da Montanelli. Tra il 1965 e il 1970 firma, insieme a Montanelli, i primi sei volumi della "Storia d'Italia" edita da Rizzoli, acquisendo grande notorietà. Si è occupato della scansione cronologica dell'Italia dal Medioevo al Settecento illuminista. Nel 1967, per uno di quei volumi, "L'Italia dei Comuni. Il Medio Evo dal 1000 al 1250", Gervaso e Montanelli vinceranno il Premio Bancarella. Il giornalista è poi tornato a vincere da solo il suo secondo Premio Bancarella nel 1973 con la biografia "Cagliostro" pubblicata con Rizzoli.

Ha pubblicato altre sei biografie storiche da Nerone a Casanova, dai Borgia a Claretta Petacci, tutti volumi usciti tra gli anni '70 e '80 da Rizzoli. Ha scritto anche "La monaca di Monza. Venere in convento" (Bompiani, 1984). Con "La bella Rosina. Amore e ragion di Stato in Casa Savoia" (Bompiani, 1991) ha fatto conoscere a un vasto pubblico Rosa Vercellana, l'amante e in seguito la moglie morganatica del re d'Italia Vittorio Emanuele II di Savoia.

Nella sua vasta bibliografia di oltre 60 titoli, un grande giallo storico, "Scandalo a corte"; due raccolte di grandi storie d'amore, "Appassionate" e "Amanti"; sei raccolte d'interviste; una raccolta d'interviste immaginarie, tre raccolte di aforismi; un volume di confessioni, uno di galateo erotico, uno sui sentimenti. Tra i suoi libri più recenti: "Italiani pecore anarchiche" (2003), "Qualcosa non va" (2004), "Ve li racconto io" (2006) e "Io la penso così" (2009). È stato tra i primi commentatori della nascente tv commerciale di Silvio Berlusconi, dove il pubblico imparò subito a conoscerlo per il papillon che indossa quotidianamente e per l'eloquio brillante e pungente. A partire dal 1996 ha condotto il programma "Peste e Corna", andato in onda dal lunedì al venerdì su Retequattro, fino al 1999, con share del 10-15% (dal 2000 al 2005 è diventata la rubrica "Peste e corna… e gocce di storia").