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Dona rene al fratello 19enne, la storia di Concetta: “Ha rischiato di morire, ma gli ha ridato speranza”

Carmelo racconta a Fanpage.it la storia dei suoi fratelli Alessandro, 19 anni, e Concetta, 31. Lei ha deciso di donare un rene al fratello più piccolo, dopo anni di cure dolorose e interventi: “Penso ci sia bisogno di storie così”.
A cura di Eleonora Panseri
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Da sinistra, Concetta, 31 anni; il momento post–operatorio; Alessandro, 19.
Da sinistra, Concetta, 31 anni; il momento post–operatorio; Alessandro, 19.

Alessandro oggi ha 19 anni; Concetta, sua sorella, 31. Il primo, fin da bambino, ha avuto problemi di salute legati ai reni che gli hanno causato un'infanzia e un'adolescenza complicate, anche se sempre affrontate con il sorriso.

E alla fine del 2025, poco prima di Natale, dopo anni di trasferte in ospedale tra Calabria e Sicilia, cure dolorose e numerosi interventi, Concetta ha deciso di aiutare il fratello, compiendo un grande gesto di solidarietà: ha donato al fratello più piccolo un rene. A Fanpage.it Carmelo, uno dei fratelli del 19enne e della 31enne, ha raccontato la loro storia.

Come è iniziato il percorso di vostro fratello?

Quando mio fratello è nato, avevo 14 anni e mia sorella 13. Ci siamo innamorati subito di questo bambino, stavamo sempre con lui. Già da piccolo ha iniziato ad avere un reflusso che gli ha danneggiato entrambi i reni.

Mentre il suo corpo cresceva, i reni non erano in grado di soddisfare le esigenze. A 4 anni è entrato in dialisi e lì è iniziato il calvario. Ha iniziato a fare interventi a supporto della terapia ed era sempre legato a una macchina che la notte suonava in continuazione, serviva sempre qualcuno che gli fornisse assistenza.

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È stato un percorso molto travagliato. Lui però ha sempre risposto molto bene, perché è nato con una grande autoironia e un umore coinvolgente. Ricordo che quando finiva la dialisi, una cosa che abbatte molti pazienti, lui andava a giocare a palla.

La forza e l'amore che ha avuto attorno l'ha portato a vivere una vita ‘normale'. Non ha mai avuto paura di morire, ma lo spettro per la nostra famiglia c'è sempre stato, abbiamo vissuto tutto in modo molto intenso.

Quando Concetta ha deciso di donare il rene ad Alessandro?

Sei-sette anni fa mio fratello ha ricevuto un primo trapianto da un bimbo morto in un incidente e questo gli aveva dato nuova speranza. Però, da subito, aveva iniziato ad avere rigetti.

Ha smesso per 5/6 anni di fare dialisi, ma l'anno scorso ha avuto un rigetto ed è finito in terapia intensiva, è stato in coma per un mese. Lo avevano dato per spacciato, per i medici non c'era più speranza.

Ma il dottore che lo ha sempre seguito ha trovato un'altra via ed è stato trasferito a Taormina, dove gli è stata fatta un'ECMO (l'Ossigenazione Extracorporea a Membrana).

Dopo un mese di questa attività, dopo che ci avevano detto che avrebbe avuto problemi cerebrali, che sarebbe stato segnato, è uscito illeso. Eravamo davvero felici, abbiamo festeggiato.

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Ma con l'avvicinarsi del Natale mia sorella ha notato che stava soffrendo molto. Mia mamma era inizialmente risultata compatibile per un trapianto, cosa che è cambiata nella fase finale delle valutazioni. E la stessa cosa è accaduta anche il marito di mia sorella Concetta, che si era offerto.

Alla fine proprio lei, che è risultata compatibile al 100%, ha deciso di voler donare il suo rene. "Oltre al legame che già abbiamo, condivideremo anche questo rene", ha detto.

Si sono sottoposti all'operazione il 17 dicembre scorso. Mio fratello si è ripreso la sera stessa, quando ci ha fatto una videochiamata, mentre mia sorella ha avuto delle complicazioni e ha rischiato di morire.

Ma i medici sono riusciti a gestire molto bene la situazione. Di solito, è la donatrice che va dal ricevente, ma nel loro caso hanno portato lui da lei. È stata una cosa un po' eccezionale.

È stato un regalo di Natale anticipato, vi aspettavate che Concetta avrebbe fatto questa scelta?

Devo dire che mi aspettavo più che lo facesse mia mamma. Ma per il legame che loro hanno potevo facilmente immaginarlo, anche se non potevo prevedere questo epilogo. A volte l'amore porta a fare follie, cose inspiegabili e inaspettate.

Ci vuole sicuramente coraggio. Concetta l'ha fatto perché ha empatizzato moltissimo con il dolore di nostro fratello, la situazione era atroce anche per lei. Quando ci hanno dato la comunicazione che non c'erano più speranze, lei era crollata, si sentiva morire.

Com'è cambiata la sua vita? Come sta oggi?

Prima di fare la donazione, ha fatto dei controlli ed è emerso che può vivere senza un rene, ma prestando molta attenzione al suo corpo, riguardo al cibo e all'alcol, per esempio.

Ma è felicissima di aver fatto questo gesto per nostro fratello, spesso fa battute e ci ride per alleggerire la situazione. Ha un'anima solidale e questo è davvero un dono.

Perché hai deciso di raccontare la storia di Alessandro e Concetta?

Ho deciso di farlo perché inizialmente mia sorella ha avuto degli attacchi di panico e ho pensato che potesse farle bene leggere i commenti delle persone.

E se da un lato ho condiviso la loro storia per fare del bene ai miei fratelli, dall'altro anche per dare alle persone un esempio piccolo, concreto, domestico di generosità, in un periodo in cui succedono tante cose brutte.

Non pensavo di ricevere così tanta visibilità e commenti, e non è vero che le notizie negative fanno più clamore di quelle belle perché, in fondo, tutti vorremmo essere destinatari di un gesto così gratuito e spontaneo.

C'è molto bisogno di storie come la loro, perché ci fanno sentire meno soli. A noi tutta questa vicinanza ha restituito gioia e speranza.

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