3 Aprile 2019
16:06

Dj Navi, per la Procura fu suicidio, per la famiglia fu ucciso. La verità dall’autopsia

Ivan Ciullo, in arte Dj Navi, è stato ritrovato impiccato a un albero nelle campagne salentine nel giugno del 2015. Secondo le forze dell’ordine si trattò di suicidio, per la famiglia, invece è stato strangolato inscenando un suicidio. L’autopsia sul corpo riesumato del 33enne, dirà ora la parola definitiva sulla misteriosa morte di Ivan. Nel registro degli indagati, con l’accusa di istigazione al suicidio, intanto è finito l’ex compagno.
A cura di Angela Marino

Il corpo di Dj Navi verrà riesumato per essere sottoposto, per la prima volta, ad autopsia. È la decisione de pm Maria Vallefuoco, che, a 4 anni dalla morte di Ivan Ciullo, ha disposto nuovi esami per stabilire con certezza se il 33enne si sia impiccato volontariamente o se qualcun altro sia intervenuto per inscenarne il suicidio. Le nuove indagini, fortemente volute dalla famiglia del dj e cantautore salentino, verranno condotte per ‘istigazione al suicidio' . "Siamo estremamente soddisfatti. Si tratta di un passo fondamentale per arrivare all'accertamento di quella verità che due genitori stanno aspettando da troppo tempo", dicono gli avvocati Walter Biscotti e Maci, legali della famiglia Ciullo. L'esame verrà effettuato nei prossimi giorni dai medici legali Francesco Introna e Alberto Tortorella.

Tutti i dubbi sul suicidio

I fatti risalgono al 22 giugno 2015, quando il corpo di Ivan, brillante conduttore radiofonico e cantautore, venne trovato impiccato a un albero in località Acquarica del Capo. Il corpo giaceva con le gambe genuflesse in una posizione che è subito apparsa anomale per un suicida, ma venne attribuita al cedimento, sotto il peso del corpo, del cavo intorno al collo di Ivan. A riprova del presunto suicidio, invece, c'era una lettera scritta al computer e ritrovata imbustata nell'auto di Ciullo. Unico elemento che consentisse di attribuire quella lettera a Ivan, le poche parole scritte a mano nell'intestazione: ‘Per mamma e Sergio'. Anche quelle, però, hanno destato subito qualche sospetto, perché scritte con una calligrafia diversa da quella di Ivan. Pur di fronte a questi elementi, le forze dell'ordine conclusero che si trattasse di ‘suicidio' e il corpo di Ivan venne sepolto senza essere sottoposto ad alcun esame medico legale.

Indagato l'ex

I genitori di Ivan, Rita Bertone e Sergio Martella hanno continuato in questi anni a stimolare la Procura, facendo in modo che l'indagine venisse riaperta ben due volte. Dopo aver dato mandato al criminologo, Roberto Lazzari e all'esperto in medicina legale Giuseppe Panichi, di svolgere ulteriori esami, confortati dagli esiti di questi ultimi, hanno chiesto e ottenuto per la terza volta che le indagini fossero riaperte. L'indagine attuale per istigazione al suicidio è stata affidate al pm Maria Vallefuoco. Resta indagato l'uomo che già nella tranche di indagine precedente era finito sotto i riflettori, lo stesso con cui il giovane Ivan avrebbe avuto una relazione tempestosa.

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