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Deve fare un esame medico entro dieci giorni, ma primo appuntamento disponibile è tra 11 mesi: il caso a Ragusa

Un paziente ha scoperto la presenza di sangue occulto e il medico curante ha richiesto una colonscopia entro 10 giorni. Ma il primo appuntamento disponibile fissato dall’Asp di Ragusa è tra 11 mesi. La denuncia della Rete civica articolo 32.
A cura di Eleonora Panseri
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Foto Facebook Comitato Articolo 32 Dignità e Salute Ragusa.
Foto Facebook Comitato Articolo 32 Dignità e Salute Ragusa.

Dopo alcuni prelievi, un paziente che si era rivolto al servizio pubblico di prevenzione per un tumore al colon retto ha scoperto la presenza di sangue occulto. Il medico curante ha subito firmato la richiesta per una colonscopia da effettuare entro 10 giorni. Ma al cup dell'Asp di Ragusa il paziente scopre che potrà sottoporsi all'esame tra 11 mesi.

Il caso è stato denunciato da Rosario Gugliotta, presidente della Rete civica articolo 32 di Ragusa: "A questo punto è lecito chiedersi a cosa servono le sbandierate, e ben retribuite, campagne di prevenzione se gli utenti a rischio vengono abbandonati a se stessi".

Il paziente aveva ottenuto il referto il 17 marzo scorso e il giorno successivo, con la richiesta del medico curante, si era recato al cup dell'Asp per la prenotazione della colonscopia, esame fissato al 12 febbraio del 2027.

"Abbiamo più volte denunciato che il ritardo negli accertamenti strumentali compromette i percorsi di prevenzione e cura – aggiunge la Rete civica – Ma i vertici aziendali sono concentrati in tutt'altre faccende e non sempre trasparenti".

La replica dell'Asp di Ragusa

Poche ore fa è arrivata la replica dall'Asp di Ragusa: "In riferimento alla notizia pubblicata nelle ultime ore su un presunto caso di ritardata prenotazione di una colonscopia, le verifiche eseguite dall'Asp di Ragusa consentono di escludere che il caso descritto sia riconducibile al programma di screening oncologico aziendale per il colon retto".

"Nell'ambito di tale percorso, il campione processato è uno, mentre nella vicenda riportata si fa riferimento a tre prelievi: elemento che conferma come l'accertamento sia stato effettuato al di fuori delle procedure standard promosse dall'Azienda", prosegue la nota.

"Va inoltre precisato che, in presenza di un esito positivo maturato all'interno del programma di screening aziendale, il paziente viene preso in carico direttamente dai servizi competenti e richiamato per i successivi approfondimenti, senza necessità di rivolgersi al medico prescrittore per l'emissione di una ricetta di colonscopia".

L'Asp ricorda inoltre che, nei casi in cui il medico prescrittore indichi per il primo accesso una precisa classe di priorità, il cittadino può richiedere l'attivazione dei percorsi di tutela previsti dalla normativa vigente, così da consentire l'esecuzione della prestazione entro i tempi istituzionali.

Nel caso di specie, che prevedeva una classe di priorità "breve", "tale procedura avrebbe potuto essere richiesta e attivata secondo le modalità previste", conclude la nota.

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