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13 Ottobre 2015
21:55

Denise, la madre della bimba che diceva di essere lei: “Non è vero, chiedo perdono”

Fanpage.it ha raggiunto la madre della ragazzina di Tito (Potenza) che in un messaggio su Facebook aveva scritto a Piera Maggio di essere Denise: “Non è lei, chiedo perdono alla madre – dice al nostro giornale chiedendo però di non essere intervistata in video né in audio – Ho acconsentito alla prova del DNA perché non c’è nulla di meglio per far emergere la verità”
A cura di Gaia Bozza
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"Mi dispiace, lei non si rende conto di quello che ha fatto, si è comportata malissimo. Ma è mia figlia, ho tutti  i documenti e ho acconsentito al prelievo del DNA. Non vedo l'ora che si sappia la verità e che finisca tutto questo". Non vuole essere registrata né ripresa "fino a che non emergerà la verità con certezza" e ci apre la porta in lacrime, questa donna che chiameremo A. e che è la madre della bambina che a Tito, in provincia di Potenza, il 12 agosto aveva scritto a Piera Maggio: "Mamma sono Denise". Un giallo alimentato da una certa somiglianza tra la piccola e i tratti somatici della ragazzina che aveva inviato il messaggio alla mamma di Denise, oltre a una corrispondenza tra il cognome del padre naturale della piccola – che non l'ha riconosciuta – e un cognome che era tra le carte dell'inchiesta quando la Procura batteva la strada del rapimento in un campo rom, prima di concentrarsi sui parenti. Strada, anche questa, che non ha portato a nulla. Diverse analogie che, con quel messaggio rivelato durante la scorsa puntata di Chi l'ha Visto e una strana telefonata arrivata al TgR Basilicata, hanno spinto gli inquirenti a vederci chiaro e non è escluso che possano esserci dei primi sviluppi nei prossimi giorni.

“Sono rimasta anche io impressionata da quanto è accaduto – continua la madre della ragazzina – da quello che mi ha raccontato mia figlia è andata su Facebook con il cellulare e sostiene che non aveva pensato che fosse una cosa grave, voleva fare uno scherzo”. Ora la bimba, nel racconto della madre, esce poco di casa perché la prendono in giro e soffre molto per questa situazione. Intanto si attendono i risultati del DNA prelevato questa mattina dai Carabinieri; alla donna preme chiarire che quanto è successo è stato solo un terribile equivoco provocato dal gesto avventato della ragazzina, come aveva già riferito nei giorni scorsi al Quotidiano della Basilicata

Mia figlia non ha cicatrici come Denise, ma ora vi faccio vedere i documenti: passaporto, atto di nascita e un certificato serbo che mi permette di viaggiare con la bambina, che non è stata riconosciuta dal padre”. Ci sono, in realtà, altri elementi discordanti: la ragazza, nonostante sembri più grande della sua età, ha 11 anni, mentre Denise ne avrebbe 15. Quando è successo tutto questo, “ho avuto paura delle conseguenze di questo gesto: io non ho un lavoro stabile, non ho mai avuto problemi con la legge, mi piace avere una vita tranquilla e senza problemi, anche mangiando pane e cipolla. Io non ho paura che lei sia Denise, infatti non ho nemmeno l'avvocato. Ho firmato anch'io per il DNA perché solo quello mi può difendere, non c'è niente di meglio per dimostrare che è mia figlia – continua la donna – Ho anche tutte le foto dalla nascita e le ho mostrate alle autorità competenti”. Su come una bambina di 11 anni potesse interessarsi a un caso come quello di Denise, però: "Non ne ho idea, qui a casa non ne abbiamo mai parlato".

Intanto, Fanpage.it ha intervistato anche l'avvocato di Piera Maggio, che ha commentato duramente questo eventuale "scherzo" finito male, se la prova del DNA dovesse risultare negativa.

Il momento nel quale la donna scoppia letteralmente in lacrime è quando parla di Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone: “Quello che mi fa stare davvero male è pensare al dolore di Piera Maggio, a lei chiederò scusa appena possibile, appena emergerà la verità e si sapranno i risultati. Non mi do pace pensando al suo dolore: era la sua unica bambina e questo scherzo ha risvegliato in lei il dolore della perdita. Adesso non sa se sarà felice o triste, aspetta una risposta. Ma quando arriveranno i risultati posso immaginare la sua delusione e il dolore. Vorrei solo chiederle perdono”.

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