Ancora un incidente sul lavoro, e ancora una volta un uomo ha perso la vita: è accaduto questa mattina a Lurisia di Roccaforte Mondovì, in provincia di Cuneo, dove un sessantacinquenne – titolare di una piccola ditta edile – è precipitato da un'altezza di quasi nove metri scivolando sulle tegole di un tetto su cui stava effettuando delle riparazioni. L'impatto con il suolo è stato violentissimo e in soccorso della vittima – di cui non è stato ancora reso noto il nome – è intervenuta un'eliambulanza. I sanitari hanno cercato di rianimare il sessantacinquenne per oltre mezz'ora, ma alla fine sono stati costretti a constatarne la morte.

Sull’incidente che è costato la vita al lavoratore ha preso posizione anche la Cgil; la tragedia, infatti, arriva a pochi giorni di distanza da un altro infortunio mortale avvenuto nella cava di Silicio di Robilante, sempre nel cuneese. “E’ l’ ennesima tragedia che avviene nel silenzio assordante di chi non vuole affrontare il tema della sicurezza sul lavoro – afferma il sindacato -, in uno dei settori più a rischio dove gli infortuni gravi e mortali sono ormai all’ordine del giorno e dove la formazione sulla sicurezza spesso viene elusa per risparmiare sui costi. Basti pensare alla piaga, presente anche nella nostra provincia, della mancata applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’ edilizia nei cantieri”. La Cgil ha quindi aggiunto: “Oltre ad esprimere il nostro cordoglio alla famiglia, chiediamo al Governo che si attivi per l’applicazione delle norme sulla sicurezza e che si intensifichino i controlli. Drammi come questo non devono più ripetersi, la sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità non più rinviabile. Non si può morire così, a 65 anni non si può più lavorare in un cantiere edile".