Qual è l’impatto della fase 2 dell’emergenza coronavirus? A rispondere a questa domanda, spiegando che è necessario aspettare qualche giorno per avere delle certezze, è il professore Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia dell'Università di Padova e consulente scientifico della Regione Veneto. Per il professore il "campanello d'allarme" di un'eventuale ripartenza dei contagi "ha una latenza di otto giorni, è come se le rubassero in casa e la sirena le suonasse dopo 8 giorni”. Solo fra 8 giorni, dunque, secondo quanto ha spiegato Crisanti sapremo qual è stato l'impatto di queste misure e poi gli effetti negativi si prolungheranno per altre due settimane. “Quindi questo lo sapremo guardando il numero dei casi, il numero dei ricoveri”, ha spiegato intervenendo a "Fuori dal Coro", su Retequattro. "Penso che uno degli aspetti più importanti della cosiddetta ripartenza – ha aggiunto l’esperto in televisione – sia avere una chiarissima visione dei dati e di come utilizzarli". In merito alle situazioni che avrebbero favorito la pandemia di Covid-19, Crisanti ha detto di ritenere che "l'Oms ha detto tutto e il contrario di tutto, ed è corresponsabile in parte con la Cina per quello che è successo, per la diffusione dei contagi. Potevano essere a mio avviso controllati se avessimo avuto informazioni più dettagliate”.

Richeldi: "Fra 2 settimane sapremo se allentare ancora"

"I risultati del lockdown si stanno vedendo, il sistema sanitario si sta attrezzando per la fase 2 che sarà fatta solo di sorveglianza dei casi. Per capire se i comportamenti di questi ultimi tre giorni, con l'avvio della fase 2, porteranno ai risultati sperati dobbiamo aspettare un paio di settimane, almeno così dicono gli esperti". Così Luca Richeldi, pneumologo del policlinico Gemelli e membro del comitato tecnico-scientifico, intervenendo ad Agorà su Raitre. "Tre comunque sono le cose da monitorare, anche se il ministero della Salute nella sua circolare ha parlato di 28 indicatori da considerare per allentare ancora o stringere le misure: l'indice trasmissione, il famoso R0 che deve essere sotto l'1 o il più basso possibile, la segnalazione di eventuali focolai in zone in cui ci siano aumenti anomali del numero di casi, e poi i sensori in giro per Italia come i Covid-hospital e le varie strutture sanitarie che ci diranno in tempo reale se il numero dei casi è in calo oppure sta aumentando", ha spiegato Richeldi.