Dopo Torino, Milano, Napoli, Lecce e Trieste, la protesta contro l'ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per arrestare la diffusione del Coronavirus arriva a Palermo. Questo pomeriggio, non sono mancati i momenti di tensione, con alcuni dimostranti che hanno lanciato fumogeni e bombe carta contro le forze dell'ordine in assetto antisommossa, che a loro volta hanno risposto con cariche. I disordini maggiori sono avvenuti in corso Vittorio Emanuele durante la manifestazione organizzata dai commercianti, iniziata alle 18, al grido di "Tu ci chiudi, tu ci paghi. La Sicilia non molla". Alcuni appartenenti ai centri sociali hanno lanciato petardi e bottiglie di vetro contro gli agenti della polizia che li hanno poi inseguiti prima che si disperdessero nei vicoli del centro storico. Sono stati divelti cestini, fioriere e panchine.

Durante gli scontri, Michele Schillaci, un operatore del service che lavora con Mediaset, è rimasto leggermente ferito all'orecchio in seguito allo scoppio di una bomba carta ed è stato soccorso dal 118 per ricevere le prime cure. La polizia ha fermato due persone. Come riporta la stampa locale, alcuni feriti lievi ci sarebbero anche fra i poliziotti mentre i colleghi cercano di isolare la zona da piazza Indipendenza per evitare che da lì arrivino altri manifestanti. Ma la situazione è ancora incandescente. I reparti antisommossa della polizia si sono schierati sotto Palazzo D'Orléans, sede della Presidenza della Regione, dove è in corso una manifestazione di Forza Nuova. Alta tensione, dunque, in attesa di un possibile arrivo di gruppi dei centri sociali.

Gli scontri si sono verificati al termine di una giornata difficile per il capoluogo siciliano. Dopo i tassisti, che hanno manifestato stamattina, a Palermo sono scesi in piazza nel pomeriggio i titolari di palestre che si sono radunati al Foro Italico chiedono al governo regionale di consentire la riapertura delle loro attività. Poco dopo si sono riuniti i componenti del Comitato Italia Libera, una sigla che raggruppa Forza nuova, il Popolo delle Partite Iva, il Popolo dello Sport, giostrai, sale bingo, tassisti e musicisti. Tutti accomunati dal grido "Tu ci chiudi, tu ci paghi", che aveva spopolato già in altre piazze italiane.