Le misure di contenimento dei contagi stanno funzionando: secondo il monitoraggio condotto dai tecnici dell'Istituto Superiore della Sanità e del Ministero della Salute infatti l'indice Rt su base nazionale si attesta questa settimana sul valore di 0,98, mentre la scorsa settimana era di 1,08. Malgrado ciò, l'Italia anche anche dopo Pasqua resterà più rossa che arancione a causa di un'alta incidenza di casi: 232 alla settima ogni 100mila abitanti contro i 240 sette giorni fa, un valore ancora molto lontano da quel 50 che permetterebbe, secondo gli esperti del Cts, di effettuare un efficace tracciamento dei positivi.

Quali regioni restano in zona rossa e quali in arancione

Resteranno quindi in zona rossa, a causa dell'incidenza superiore a 250 casi per 100mila abitanti, Piemonte (337), Valle d'Aosta (380),  Friuli Venezia Giulia (331), Emilia-Romagna (297), Puglia (318), Lombardia (268), Toscana (260). Calabria e Campania, pur avendo un'incidenza inferiore, saranno soggette alle massime restrizioni almeno per altre due settimane a causa dell'Rt superiore a 1,25. Veneto, Marche, Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Molise, PA Bolzano, PA Trento, Sardegna, Sicilia e Umbria saranno in zona arancione.

Aumenta il tasso di occupazione delle terapie intensive

Peggiora la situazione nei reparti di terapia intensiva: se la scorsa settimana il tasso di occupazione era del 39% ora è salito al 41%. Il numero di persone ricoverate in rianimazione è ancora in aumento da 3.546 (23/03/2021) a 3.716 (30/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 28.428 (23/03/2021) a 29.231 (30/03/2021). Resta  elevato il numero di Regioni e Province Autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (14 Regioni/PPAA vs 12 della settimana precedente).