Atterrerà nelle prossime ore all'aeroporto di Roma Fiumicino un volo partito da Nuova Delhi in India con a bordo 211 passeggeri, più tre bambini. Quest'ultimi saranno tutti smistati in due strutture della Capitale, dove verranno sottoposti a tampone e ad ulteriori accertamenti per scongiurare la presenza di possibili casi positivi al Covid-19 ed in particolare alla cosiddetta variante indiana che sta spaventando l'Europa. Secondo quanto si apprende da fonti della Protezione civile, 50 persone andranno alla cittadella militare della Cecchignola, gli altri in un Covid hotel. Sul tema si sarebbe svolta una riunione di coordinamento con la Protezione civile regionale del Lazio.

Solo poche ore fa il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ero sceso in campo per chiedere ufficialmente il blocco degli arrivi dall'India, che si trova in piena emergenza Covid, con record di contagi, oltre 300mila per circa sei giorni consecutivi, e di morti, che hanno raggiunto quota 200mila. "Dal punto di vista sanitario abbiamo attivato la struttura per i necessari controlli sui voli in arrivo dall'India all'aeroporto di Fiumicino. Solo oggi centinaia di passeggeri. Ma è indispensabile attivare forme di quarantena controllata per gli arrivi e bloccare i voli dall'India sollecitando anche iniziative che coordinino a livello europeo gli arrivi", ha detto il governatore, a cui ha fatto eco l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, secondo il quale "il tema va risolto a monte sospendendo, in questa fase, gli arrivi dall'India. Siamo fortemente impegnati in una vasta indagine epidemiologica nel sud Pontino volta a tracciare almeno 300 casi giunti dall'India negli ultimi giorni".

Casi di variante indiana, che sarebbe più contagiosa rispetto alle altre finora conosciute, sono stati individuate secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità in 17 paesi in tutto il mondo, Italia inclusa. Si tratta di due persone, un papà e la figlia veneti, residenti nel comune di Villaverla, risultati positivi alla mutazione, i quali qualche settimana fa avevano partecipato al pellegrinaggio induista di Kumbh Mela e si erano immersi nel Gange. Entrambi sono in buone condizioni di salute e non si è sviluppato nessun focolaio, dal momento che la circolazione del virus è stata contenuta all'interno del nucleo familiare dei due.