Cosa sappiamo sulla morte di Mariia Buhaiova: “Delusa dalla fine dello stage, voleva restare in Italia”

Ha scoperto pochi giorni prima della fine del suo stage di non poter continuare a lavorare nel resort di Carovigno, nel Brindisino, dove stava svolgendo il suo tirocinio universitario. Il 6 luglio, Mariia Buhaiova avrebbe dovuto fare ritorno a Bratislava e probabilmente viveva la fine di quello stage come un fallimento. Secondo quanto confermato da fonti investigative a Fanpage.it, la 18enne era una delle poche studentesse che non aveva visto il suo tirocinio diventare un contratto di assunzione e il 4 luglio, prima di sparire, aveva quindi deciso di mandare i suoi risparmi al fratellino tramite bonifico e di lasciare nella sua stanza un biglietto con i numeri di cellulare dei familiari.
La 18enne è stata trovata morta poco lontano dal villaggio turistico nel quale aveva lavorato. Gli accertamenti delle autorità hanno confermato la pista del gesto volontario: non è stato aperto un fascicolo di indagine e sul corpo della giovane non sarà effettuata l'autopsia. I genitori, che risiedono a Kiev, sono stati informati dell'accaduto e nelle prossime ore raggiungeranno l'Italia per i funerali, che saranno pagati dal comune di Carovigno.
Chi la conosceva, descrive la 18enne come una ragazza molto introversa che aveva difficoltà a fare amicizia. Durante il periodo dello stage Mariia non era mai uscita dalla struttura e le uniche passeggiate che si concedeva erano quelle in riva al mare, sempre in solitudine.
Dietro il gesto volontario, sempre da quanto emerso dalle indagini, ci sarebbe la delusione per il mancato superamento dello stage durante il quale aveva avuto diverse difficoltà a relazionarsi con i clienti. Stando a quanto rilevato da fonti qualificate, la ragazza soffriva per la distanza dalla famiglia, ancora residente in Ucraina, e per le problematiche legate alla scarsa conoscenza della lingua italiana.