Gli ultimi dati forniti dalla Protezione Civile sull’emergenza Coronavirus in Italia lasciano intravedere qualche piccolo segnale positivo, secondo il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli. Intervistato da Radio Capital, Galli lascia trasparire un pacato ottimismo: “L’impressione è che si stia allentando” l’epidemia. Un’impressione che deriva “da fattori come ad esempio la pressione sugli ospedali”. Anche se l’infettivologo precisa che “rincorrere il dato ufficiale, spesso condizionato da ritardi nella valutazione dei test, diventa un gioco di interpretazione libera”.

Il numero di contagiati, secondo Galli, è più alto di quello ufficiale: “Siamo certi che in Lombardia le persone con infezione siano molte di più di quelle infettatate, il che spiega perché c’è numero spropositato di morti rispetto ai contagiati ufficiali”. Per Galli saranno decisivi i prossimi dieci giorni: “Ci daranno indicazioni importanti, anche per capire cosa si potrà fare verso una graduale riapertura. È prematuro parlarne, ma è giusto programmare”.

L’errore da non commettere è quello di avere fretta: “Va ricordato che la storia è piena di riprese precoci che poi si rivelano disastri dal punto di vista del risultato. Dobbiamo ragionare molto bene su quello che è opportuno fare. La Cina ha giustamente chiuso i confini per evitare il cavallo di ritorno. Questo sarà un fattore molto importante da considerare in tutti i piani di ripresa. Ci si è ripresi dopo la seconda guerra mondiale, non credo che questa esperienza metterà le economie così in ginocchio da non potersi riprendere”.

Infine, l’infettivologo del Sacco di Milano si sofferma sulle reazioni degli scienziati al servizio del Tg Leonardo di qualche anno fa: “Sono sconcertato. Molti colleghi hanno perso più di un'occasione di tacere su cose che non sapevano o che non erano in  grado di poter affermare”. “Prima di azzardare qualsiasi ipotesi, anche per farsi un pubblico, bisognerebbe avere delle competenze”, conclude Galli.