Mentre la Cina combatte la diffusione del mortale Coronavirus, che ha infettato più di 44mila persone e ne ha uccise oltre mille, la capitale cinese nella produzione di sneaker, Putian, ha convertito gli esperti di calzoleria in produttori di mascherine. Secondo un report di "Shine", un quotidiano di Shanghai, la città sta producendo in questo momento più di un milione di mascherine al giorno, sebbene non abbia alcuna fabbrica specializzata in questo campo.

Un'associazione dedicata all'ammodernamento delle fabbriche

Ma una task force composta da funzionari governativi, la Putian footwear association (Associazione di abbigliamento calzaturiero di Putian), la sua industria, un ufficio informatico e dirigenti di produzione, hanno sviluppato e implementato un piano di ammodernamento per fabbriche di pannolini da convertire in produttrici di mascherine a tre strati. Ai prodotti, i produttori di fabbriche di scarpe aggiungono naselli e passanti per le orecchie. "Abbiamo riscontrato che la parte più difficile nella produzione di mascherine sono le tecniche di fusione, mentre il cucire, la termo fusione, le macchine da saldatura e il sistema di sterilizzazione UV tornano utili nelle industrie di produzione calzaturiera", spiega al quotidiano Chen Wenbiao, presidente della Putian footwear association.

Le fabbriche convertite producono 200mila mascherine al giorno

Dieci delle fabbriche di scarpe sono state incaricate di produrre 200mila mascherine al giorno, abbastanza da soddisfare la richiesta di Putian, che conta tre milioni di residenti. Circa un decimo della popolazione della città lavora nel campo dell'abbigliamento e, stando a quanto riferisce "Reuters", marchi come Nike, Puma e Adidas hanno prodotto scarpe a Putian per decenni. Ciò, inoltre, avrebbe portato il mercato delle contraffazioni ad essere molto florido, spesso con repliche di alta qualità.

Il Coronavirus inciderà per l'uno per cento sul Pil cinese del 2020

La rapida propagazione del Coronavirus dal suo epicentro in Wuhan ha messo a dura prova l'offerta di mascherine in diverse parti della Cina, dove a milioni di residenti, ora, è stato imposto di indossarle ogni volta che lasciano casa. Questo ha comportato che moltissime fabbriche cinesi si trasformassero in qualche modo per rispondere alla domanda. Tali fabbriche includerebbero anche compagnie d'auto e aziende petrolifere. Martedì scorso, 18 febbraio, le analisi prodotte dal governo cinese hanno stimato che il virus potrebbe incidere sul Pil nazionale sino all'uno per cento nel 2020, e un report ha scoperto che più di 400 aziende nel mondo, incluse Skechers Usa Inc., Tapestry Inc. e Capri Holdings Ltd., hanno già notato un impatto negativo nei loro business.