Il governatore del Veneto Luca Zaia ha appena comunicato che è aumentato il numero delle persone risultate positive al coronavirus: nella regione ci sono quindi altri sette casi. Tra questi compaiono anche i familiari dei primi due contagiati e altri residenti a Vo' Euganeo (Padova), il comune in cui viveva il primo italiano deceduto ieri sera, Adriano Trevisan, l'anziano di 78 anni che era ricoverato all'ospedale di Padova.

"Tra poco verranno impartite le linee guida da parte delle Regione Veneto ai comuni nei quali sono emersi casi di Coronavirus", ha poi annunciato Zaia il quale ha ribadito che "si stanno compilando le verifiche di tutti i contatti ravvicinati avuti dalle persone risultate positive al Coronavirus".

"Usciremo a breve – ha ribadito – con le linee guida per tutti i comuni coinvolti. Stiamo continuando il lavoro con la task-force e ho sentito più volte il ministro della Salute Roberto Speranza e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli con i quali sono stato in videoconferenza stamane per circa un'ora". Zaia ha poi aggiunto: "Niente panico perché, ripeto, siamo davanti ad un virus influenzale con bassa letalità che purtroppo colpisce maggiormente gli anziani e persone con patologie pregresse e che hanno qualche complicanza".

A quanto risulta tra i sette nuovi casi di positività al coronavirus compaiono anche la moglie e la figlia del 77enne Adriano Trevisan. È confermato inoltre il caso di un uomo di 67 anni, di Mira, che ora è ricoverato in terapia intensiva a Padova. "Nelle prossime ore arriveranno anche i test sui familiari degli altri due pazienti, uno dei quali, purtroppo, è deceduto", ha fatto sapere su Facebook il presidente veneto Luca Zaia.