Quasi 100mila contagiati ufficiali, 10.779 dei quali morti e 13.030 guariti. A cinque settimane dall'arrivo del coronavirus in Italia sono questi i drammatici dati forniti ieri dalla Protezione Civile nella quotidiana conferenza stampa convocata per riferire sull'andamento dell'emergenza. Numeri impressionanti, i più alti d'Europa, al fronte dei quali ormai da giorni sono stati sospesi ovunque i flash mob sui balconi e i canti collettivi di incoraggiamento.

Al contrario, di fronte a quello che sta accadendo è arrivato il momento del lutto e del silenzio. Per questo domani a mezzogiorno tutti i sindaci d’Italia ricorderanno con un minuto di silenzio i deceduti. L’iniziativa è partita dalla provincia di Bergamo: 243 primi cittadini  hanno chiesto di organizzare il momento di raccoglimento al presidente della provincia Gianfranco Gafforelli (a sua volta sindaco di Calcinate), che ha accolto la proposta. L’iniziativa è arrivata fino all’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani che ha deciso di rilanciarla.

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha imposto per domani “bandiere a mezz’asta e minuto di silenzio osservato dal sindaco davanti al municipio in tutti i Comuni italiani, martedì 31 marzo alle 12, in segno di lutto e di solidarietà. Per ricordare le vittime del coronavirus, per onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari, per abbracciarci idealmente tutti, per essere di sostegno l’uno all’altro, come sappiamo fare noi sindaci”. In una lettera inviata a tutti i sindaci Decaro ha aggiunto: “Come succede sempre nelle grandi emergenze noi sindaci, destinatari e custodi delle preoccupazioni dei cittadini e delle loro comprensibili angosce, siamo sottoposti alla forte pressione di avere la responsabilità di una comunità intera. Lo sconforto, che pure avvertiamo, non deve prevalere. Reagiamo con forza per trasmettere fiducia e speranza. Osserviamo il minuto di silenzio in segno di lutto per tutte le vittime e in segno di solidarietà per le comunità che stanno pagando il prezzo più alto”.