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Coppia morta in tenda ad Ascoli, disposta autopsia. Il testimone: “Non capisco perché dormivano là”

Disposta l’autopsia sui corpi di Maria Alejandra Nigrotti, 32 anni, incinta all’ottavo mese, ed Evandro Maravalli, 29, trovati morti in una tenda lungo il fiume Tronto ad Ascoli. Si indaga su una possibile intossicazione da monossido di carbonio. La testimonianza di un conoscente: “Non riesco a capire perché abbiano deciso di dormire lì, faceva freddo”.
A cura di Biagio Chiariello
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Sarà l’autopsia, disposta dalla Procura di Ascoli Piceno, a chiarire le cause della morte di Maria Alejandra Nigrotti e Evandro Maravalli, lei 32 anni, di origine colombiana, lui, 29enne brasiliano, trovati senza vita in una tenda montata lungo il greto del fiume Tronto, nel quartiere di Borgo Solestà, nei pressi del cimitero cittadino. Con loro è morto anche il bambino che la donna portava in grembo, in stato avanzato di gravidanza. Le salme sono state trasferite all’obitorio dell’ospedale Mazzoni, dove nei prossimi giorni verrà eseguito l’esame autoptico.

L’ipotesi investigativa al momento più accreditata è quella di un’intossicazione da monossido di carbonio. All’interno della tenda, descritta come ampia e ben fissata al terreno, è stata trovata una piccola stufa utilizzata per riscaldarsi durante la notte.

Gli accertamenti preliminari del medico legale non avrebbero evidenziato segni di violenza sui corpi. Restano comunque in programma ulteriori approfondimenti, compresi eventuali esami tossicologici, per escludere altre cause. Le indagini sono affidate alla squadra mobile della questura, con il supporto della polizia scientifica, che sta ricostruendo le ultime ore della coppia.

L’allarme è scattato nella mattinata di sabato, quando un’amica della donna, non riuscendo a mettersi in contatto con lei, ha chiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati gli operatori del 118, i vigili del fuoco, i carabinieri e gli agenti di polizia. Con i due giovani c’era anche il cane della donna, rimasto accanto alla tenda.

Maria Alejandra era seguita dai servizi sociali e le era stato messo a disposizione un alloggio al Villaggio Santa Marta, nell’ambito di un percorso di sostegno alla maternità. Secondo quanto emerso, avrebbe scelto di non trasferirsi e di restare con il compagno, che non risultava in carico ai servizi. Il Comune di Ascoli, dopo le numerose accuse sui social, ha voluto precisare: "Il percorso di presa in carico della donna è stato tempestivamente attivato e le strutture di supporto coinvolte dal primo momento. Il tragico epilogo ha colpito profondamente l’intera comunità".

Tra chi li conosceva la notizia ha suscitato incredulità. Sandro Biondi, titolare di un bar-tabaccheria in via del Trivio, racconta: "Alejandra la conoscevo da quando aveva 14 o 15 anni, l’ho vista crescere qui dentro". E aggiunge: "Non riesco a capire perché abbiano deciso di dormire lì, faceva freddo. Il giorno prima erano passati, sembrava tutto normale". Le sue parole si aggiungono agli elementi ora al vaglio degli inquirenti, in attesa che l’autopsia fornisca risposte definitive.

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