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Concorso al Ministero della Giustizia, oltre 9.100 posti: chi può iscriversi e come fare domanda

Il Ministero della Giustizia ha pubblicato tre bandi per stabilizzare 9.119 lavoratori già assunti con il Pnrr. I posti riguardano addetti all’Ufficio per il processo, tecnici e data entry. Le domande vanno presentate entro il 15 aprile 2026, la selezione con prova scritta e valutazione dei titoli di studio.
A cura di Biagio Chiariello
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immagine di repertorio
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Sono oltre 9.100 i posti messi a disposizione dal Ministero della Giustizia con i tre bandi pubblicati il 16 marzo, destinati alla stabilizzazione del personale assunto negli ultimi anni con il Pnrr.

La procedura è riservata a chi è già in servizio con contratto a tempo determinato e riguarda tre profili principali: addetti all’Ufficio per il processo, tecnici di amministrazione e operatori di data entry. I bandi fissano requisiti precisi per partecipare, modalità di candidatura esclusivamente online e una selezione basata su prova scritta e titoli.

Le domande devono essere inviate entro le ore 23:59 del 15 aprile 2026. L’obiettivo è trasformare incarichi temporanei in assunzioni stabili a partire dal 1° luglio 2026, consolidando il lavoro svolto negli uffici giudiziari.

  Concorso al ministero della Giustizia, i posti disponibili e le mansioni

I posti messi a bando sono complessivamente 9.119 e si dividono tra tre profili distinti. La quota più ampia riguarda gli addetti all’Ufficio per il processo (A.U.P.P.), con 6.919 posizioni. Si tratta di figure che lavorano a stretto contatto con i magistrati: analizzano i fascicoli, preparano schede e bozze di provvedimenti, verificano scadenze e notifiche e contribuiscono alla gestione digitale dei procedimenti. Con la stabilizzazione entreranno nell’area dei Funzionari giudiziari.

Ci sono poi 712 posti per i tecnici di amministrazione, funzionari con competenze gestionali e amministrative. Si occupano di redigere atti complessi, seguire le procedure, coordinare attività interne e supportare l’attuazione dei progetti legati anche al Pnrr. Inquadrati nell’area Funzionari, potranno operare come funzionari contabili o dell’organizzazione.

Infine, 1.488 posti sono destinati agli operatori di data entry. Il loro ruolo è legato soprattutto alla digitalizzazione: inseriscono e aggiornano dati nei sistemi informatici, gestiscono flussi documentali e supportano le cancellerie. Al termine della procedura saranno inquadrati come operatori giudiziari nell’area Assistenti.

I requisiti necessari per partecipare

Non si tratta di un concorso aperto a tutti. La selezione è riservata esclusivamente a chi è già stato reclutato tramite concorso Ripam ed è attualmente in servizio presso il Ministero della Giustizia con contratto a tempo determinato nello stesso profilo.

Per partecipare è necessario:

  • avere un contratto attivo con scadenza al 30 giugno 2026 (originario o prorogato);
  • non essere sospesi dal servizio;
  • non aver ricevuto sanzioni disciplinari gravi negli ultimi due anni;
  • non avere condanne penali incompatibili con l’impiego nella Pubblica amministrazione.

Un requisito centrale è quello dei 12 mesi continuativi di servizio nella qualifica. Non è richiesto al momento della domanda, ma deve essere maturato entro il 30 giugno 2026: in caso contrario si perde il diritto all’assunzione anche se si è in graduatoria. Alcuni periodi, come aspettative o assenze prolungate, non vengono conteggiati.

Come inoltrare la domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente online attraverso le piattaforme ufficiali inpa.gov.it e proveconcorsi.giustizia.it.

Per accedere è necessario essere in possesso di un’identità digitale (Spid, Cie o Cns) e di una PEC personale intestata al candidato, che verrà utilizzata anche per tutte le comunicazioni successive.

La scadenza per l’invio della domanda è fissata alle ore 23:59 del 15 aprile 2026. Dopo la trasmissione si riceve una ricevuta in formato Pdf con un codice identificativo univoco. È possibile modificare la candidatura, ma sarà valida solo l’ultima versione inviata. Meglio non aspettare gli ultimi giorni, per evitare rallentamenti o problemi tecnici.

Come si svolgono le prove

La selezione prevede una prova scritta informatizzata composta da 30 quesiti situazionali. Non è prevista una prova orale. Le domande sono pensate per valutare la capacità di affrontare situazioni concrete di lavoro, più che la semplice conoscenza teorica.

I quesiti riguarderanno organizzazione e funzionamento del Ministero della Giustizia, problem solving, competenze digitali e abilità trasversali legate al profilo. Una banca dati con le domande sarà pubblicata almeno 20 giorni prima della prova, così da permettere una preparazione mirata.

C’è anche una possibilità da tenere in considerazione: se il numero di domande sarà pari o inferiore ai posti disponibili, la prova non si svolgerà e la selezione avverrà solo sulla base di titoli e anzianità.

Il punteggio finale combina tre elementi — prova scritta, esperienza e titoli di studio — ciascuno fino a un massimo di 30 punti, per un totale di 90. Non è prevista una soglia minima: ogni punto può incidere sulla posizione in graduatoria.

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