Concorsi PNRR e anno di prova, la denuncia di una docente: “Percorso costoso e insostenibile”

Costretta a partecipare a una plenaria obbligatoria con migliaia di docenti collegati, tra connessioni instabili e hotspot personali usati per riuscire a restare online, una docente di ruolo del Lazio, vincitrice di concorso PNRR1, ha deciso di raccontare la propria esperienza. L’episodio, avvenuto in questi giorni durante il suo anno di prova – nonostante faccia l’insegnante da diversi anni – è stato per lei “la goccia che fa traboccare il vaso” di un percorso segnato da burocrazia, costi elevati e carichi di lavoro difficili da sostenere. “Non ce la faccio più, questa situazione è estenuante – denuncia a Fanpage.it -. E soprattutto è ridicola dato che molti nella mia stessa situazione lavorano da anni. Queste cose sono completamente senza senso”.
Silvia è una donna di 43 anni, vive a Roma e ha due figli. Ha vinto il concorso PNRR1, ed è stata mandata in una scuola della provincia di Rieti, a Fara Sabina. Da tempo fa avanti e indietro – a volte con la macchina, a volte passando ore sui mezzi pubblici – cercando di conciliare la famiglia e il lavoro. Cosa che, a volte, è praticamente impossibile. Ieri, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: una plenaria con decine di migliaia di persone collegate per fare un test finale online a decine di chilometri di casa. La connessione non reggeva, lei e gli altri insegnanti si sono dovuti collegare tramite hotspot, ma anche lì è stata complicata. “Siamo stati convocati per questa plenaria con decine di migliaia di persone collegate. La connessione non reggeva, in molte scuole si andava avanti con gli hotspot personali. Potevamo farla da casa, invece ci hanno fatto spostare senza senso”, racconta. Il questionario è da completare online entro il 6 febbraio: ma date le migliaia di persone che lo devono fare, la pagina web non funziona. Questo però sarebbe solo l’ultimo tassello di un disagio organizzativo più ampio.
Al centro della denuncia e del disagio di Silvia c’è l’anno di prova, passaggio obbligatorio per i neoassunti. “Da che mondo è mondo il primo anno di ruolo è pieno di scartoffie: competenze iniziali, competenze attese, relazioni sulle attività svolte. Una rottura di palle, anche se ormai lo si mette in conto”. Il nodo, però, è che spesso a svolgerlo sono insegnanti con lunga esperienza alle spalle: “In genere chi fa l’anno di prova insegna da almeno dieci anni, ha fatto tanto precariato, ha già ricoperto ruoli di responsabilità. Per questo molti lo vivono come una presa in giro che va avanti da sempre”.
Silvia è entrata di ruolo vincendo uno dei concorsi legati al PNRR. Un sogno per lei diventato realtà, e del quale è stata molto felice. Ma presto si è trovata a doversi scontrare con un sistema rigido e poco flessibile: “Mettono un numero fisso di posti: o rientri o niente, senza graduatorie a scorrimento vere. E chi entra spesso lo fa a metà anno, creando turnover continuo di supplenti e un disagio molto grave agli studenti, che così non hanno continuità didattica. Lei stessa ha preso servizio a dicembre: “Sono entrata al posto di un’altra persona. Questo significa cambiare insegnante agli studenti ad anno già iniziato”.
Non solo: c’è anche tutta una questione molto complessa che riguarda l’abilitazione all’insegnamento. Negli ultimi anni, infatti, le regole sono cambiate più volte. “Io avevo i 24 crediti in pedagogia e psicologia, che per un periodo bastavano per partecipare ai concorsi. Poi hanno introdotto il sistema dei 60 crediti con tirocinio ed esame finale”. Per chi vinceva il concorso senza abilitazione, l’obbligo era chiaro: ottenerla mentre già lavorava. “Mi hanno detto: puoi entrare di ruolo, ma devi fare un anno di università con tirocinio ed esame. E io l’ho fatto mentre insegnavo e facevo anche la coordinatrice di classe. Considerando che ho anche due figlie con le loro esigenze, è stata un’ammazzata”.
A pesare però, sono anche i costi, che non tutti possono sostenere. “I corsi abilitanti costano circa 3mila euro. Io ho pagato intorno ai 2400 euro all’università pubblica, dove però i posti sono pochissimi. Sono entrata perché vincitrice di concorso, altrimenti avrei dovuto iscrivermi a una telematica e pagare di più”. Un investimento non alla portata di tutti: “Ho potuto permettermelo perché sono privilegiata: ho i nonni che mi guardano le bambine e un marito che lavora. Senza una certa stabilità economica e familiare non ce la fai”.
Questo per Silvia crea una selezione indiretta e una scrematura discriminatoria tra chi può permettersi di affrontare questo percorso e chi invece no: “Paradossalmente riesce ad arrivare al ruolo chi ha già una base solida alle spalle. Chi non ha aiuti o risorse rischia di restare fuori”.
Il carico di lavoro, spiega, non si riduce nemmeno durante l’anno di prova. “Devo fare 12 ore di formazione online, 20 ore di relazioni su attività svolte, competenze acquisite, bilanci di competenze iniziali e attese, più altre attività. Il portfolio è praticamente un copia-incolla di quello dell’abilitazione: rifaccio le stesse cose”.
C’è poi il sistema di tutoraggio tra docenti. “Ho una tutor che dovrebbe seguirmi, ma la scuola non ti alleggerisce il carico perché sei in anno di prova. Devi comunque fare tutto”. Il meccanismo prevede osservazioni reciproche in classe e relazioni finali: “Io vado nelle sue classi, lei nelle mie, poi scriviamo cosa abbiamo imparato l’una dall’altra. Sono attività che lasciano un po’ il tempo che trovano, ma il sistema è questo da sempre e ce lo dobbiamo fare andare bene, ma in realtà fa perdere un sacco di tempo, soprattutto a chi quell’esperienza ce l’ha già”.
A complicare la situazione ci sono anche gli spostamenti. Le assegnazioni avvengono sui posti rimasti liberi. “È difficile capitare vicino casa. Alcuni sono fortunati, altri no”. Nel caso di Silvia la sede è a Fara Sabina, ma lei vive a Roma. “Dopo 12 ore fuori — tra lezioni e riunioni ci metto più di un’ora per tornare. A volte ho paura a guidare così stanca. Io amo insegnare, altrimenti non farei tutto questo. Però il percorso per arrivarci è sempre più pesante”.