Il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida per le cure domiciliari dei pazienti affetti da Covid-19 con la nuova circolare "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2", pubblicata nelle scorse ore e firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. Tra i punti più importanti del testo, viene confermato il "no" ai supplementi vitaminici e all'idrossiclorochina, mentre gli antibiotici vanno utilizzati solo in casi particolari. Centrale resta il monitoraggio della saturazione dell'ossigeno tramite pulsossimetria: sotto il 92% va valutato il ricovero. Nelle fasi precoci di malattia, i medici possono indicare l'uso di anticorpi monoclonali e il paziente va mandato ai centri abilitati alla prescrizione. Ecco, di seguito, tutto quello che c'è da sapere su come curare le infezioni da Covid-19 a casa.

Casi lievi Covid: no ad antibiotici, sì al paracetamolo

La circolare spiega prima di tutto come trattare a casa i cosiddetti casi lievi, caratterizzati cioè da presenza di sintomi come febbre (più di 37.5 gradi C), malessere, tosse, faringodinia, congestione nasale, cefalea, mialgie, diarrea, anosmia, disgeusia, in assenza di dispnea, disidratazione, alterazione dello stato di coscienza. "In linea generale – si legge nel testo -, per soggetti con queste caratteristiche cliniche non è indicata alcuna terapia al di fuori di una eventuale terapia sintomatica di supporto". All'interno della circolare viene spiegato anche il concetto di "vigile attesa" nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici, indicando che si tratta di una sorveglianza clinica attiva, con costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente. Oltre a controllare con il saturimetro la saturazione dell'ossigeno, che non deve mai scendere sotto il 92%, si possono utilizzare farmaci sintomatici, ad esempio paracetamolo o FANS in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all'uso, ma non corticosteroidi. "L’utilizzo della terapia precoce con steroidi – viene precisato dalle nuove linee guida – si è rivelata inutile se non dannosa in quanto in grado di inficiare lo sviluppo di un’adeguata risposta immunitaria; non utilizzare eparina. L’uso di tale farmaco è indicato solo nei soggetti immobilizzati per l’infezione in atto; evitare l’uso empirico di antibiotici; non utilizzare idrossiclorochina la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici randomizzati fino ad ora condotti".

Cosa fare con gli integratori

"Si segnala che non esistono, a oggi, evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari, ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina – si legge nella circolare – il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato".

Chi può accedere all'uso di monoclonali

Nella nuova circolare è spiegato "in accordo con le specifiche determine autorizzative dell’AIFA, la selezione del paziente da trattare con anticorpi monoclonali è affidata ai medici di medicina generale, ai pediatri, ai medici delle USCA(R) e, in generale, ai medici che abbiano l’opportunità di entrare in contatto con pazienti affetti da Covid di recente insorgenza e con sintomi lievi-moderati. Questi devono essere indirizzati rapidamente ai centri regionali abilitati alla prescrizione degli anticorpi monoclonali per il COVID-19 soggetti a registro di monitoraggio AIFA. La terapia con anticorpi monoclonali anti SARS-CoV-2 deve essere riservata, in base alle evidenze di letteratura, a pazienti con COVID di recente insorgenza (al meglio entro 72 ore dalla diagnosi d’infezione da SARS-CoV-2 e comunque sintomatici da non oltre 10 giorni) con infezione confermata da SARS-CoV-2″.

Le cure nei bambini

Le linee guida del Ministero spiegano quali sono i sintomi Covid che possono manifestarsi nei bambini. "In età evolutiva, quando presenti, i sintomi sono rappresentati principalmente da febbre, tosse, rinite e diarrea. Sintomi presenti e importanti nell’età adulta quali il dolore toracico, la dispnea, l’astenia, 14 sono molto rari. In pazienti sintomatici è stata riscontrata raramente ipossiemia, al contrario di quanto accade negli adulti. I ragazzi più grandi, in età adolescenziale e preadolescenziale, possono accusare, invece, sintomi simili a quelli dell’adulto: alterazioni del gusto e dell’olfatto, vomito, mal di testa e dolore toracico". Per curarli, si legge, "a coloro che sono asintomatici non occorre somministrare alcun farmaco, mentre in quelli che accusano sintomi simil-influenzali è consigliabile, in caso di necessità (febbre >38,5°C, mal di gola, cefalea, dolori articolari ecc.), su indicazione del Pediatra/Medico curante, somministrare terapia sintomatica con Paracetamolo (10 – 15 mg/kg/dose ogni 5-6 ore) o Ibuprofene (da 20 mg a 30 mg per kg di peso corporeo al giorno, sempre a stomaco pieno, divisi in tre dosi)".

Il testo integrale della circolare