"Villa di pregio isolata su quattro lati, in ottime condizioni generali". Così, la villetta di Cogne viene descritta nella perizia stilata in vista dell'apertura delle offerte per l’acquisto il prossimo 19 febbraio. La villetta è stata messa in vendita nell’ambito di un contenzioso tra i coniugi Lorenzi e l’avvocato Carlo Taormina. L'offerta minima è di 626 mila 475 euro, mentre il valore stimato è quello di 835 mila 300 euro. Sempre secondo la perizia, occorrono circa 150mila euro per regolarizzare alcune ‘difformità edilizie' del fabbricato.

Il ricavato della vendita della villetta che fu teatro dell'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi, servirà a ripagare il debito che Carlo Taormina, difensore di Annamaria Franzoni, vanta nei confronti della donna che è stata condannata a sedici anni per l'assassinio del figlioletto. Si tratta di debiti che riguardano l'onorario mai saldato di Taormina per la sua attività difensiva durante il processo.

L'omicidio risale al 31 gennaio 2002, quando l'elisoccorso atterrò davanti all'abitazione dei Lorenzi per soccorrere il piccolo Samuele, due anni, trasportato in ospedale con la testa coperta di sangue. Dopo aver scartato l'ipotesi di un aneurisma, fu evidente che il piccolo era stato vittima di un'aggressione nel letto della camera matrimoniale. Numerosi indizi, tra cui il backspattern, ovvero la proiezione degli schizzi di sangue sul pigiama e gli zoccoli calzati da Annamaria, dimostrarono che a colpire non poteva che essere stata lei. Annamaria Franzoni ha scontato undici dei sedici anni comminati come condanna per omicidio volontario. Dal 2019 è libera. Oggi vive sui colli bolognesi con il marito Stefano Lorenzi e i figli Davide e Gioele.

La denuncia di Carlo Taormina a Radio 24: “Annamaria Franzoni mi deve ancora 800mila euro, se non mi paga mi prendo la villa di Cogne”. Poi è pronto a rivenderla, perché “è una bella casa ma è maledetta”.