La denuncia di Carlo Taormina a Radio 24: “Annamaria Franzoni mi deve ancora 800mila euro, se non mi paga mi prendo la villa di Cogne”. Poi è pronto a rivenderla, perché “è una bella casa ma è maledetta”.

Anna Maria Franzoni, la donna condannata per l'uccisione del figlio Samuele avvenuta a Cogne il 30 gennaio 2002, può rimanere a casa. Il Tribunale di sorveglianza di Bologna infatti ha deciso di prorogare la detenzione domiciliare già concessa alla donna nel giugno 2014 per accudire il figlio Gioele. Il Collegio presieduto dal presidente Francesco Maisto era stato chiamato in causa dopo che la Cassazione aveva rinviato di nuovo la decisione ai giudici bolognesi e oggi la Corte ha sciolto la riserva al termine dell’udienza di questa mattina decidendo a favore della Franzoni. "La Cassazione aveva chiesto soltanto al tribunale di sorveglianza di Bologna di verificare che sussistessero le condizioni per la proroga visto che adesso Gioele ha più di dieci anni" ha spiegato il legale della donna, l'avvocato Lorenzo Imperato, sottolineando che la Difesa ha puntato tutto sul fatto che la Franzoni ha già scontato i due terzi della pena.

"Abbiamo argomentato, nel senso che la nostra assistita ha già scontato i due terzi della pena che deve espiare quindi, secondo noi, sussiste il requisito per disporre la proroga del regime di detenzione domiciliare" ha dichiarato l'avvocato, aggiungendo: "La Cassazione ha già stabilito che non si pone alcun problema di pericolosità e che l'istanza di questa detenzione domiciliare fu tempestivamente presentata". "Ha già espiato 6 anni e 11 mesi ai quali vanno sommati i periodi di liberazione anticipata che ammontano a 22 mesi. Il fine pena è previsto a luglio 2019" ha ricordato il legale, concludendo: "La Franzoni è entrata in un ‘tran tran' domestico che peraltro era quello che voleva. Quindi è contenta, segue i suoi figli, fa la mamma, cucina, lavora: insomma una persona normale".