Aumentano i casi tra i vacanzieri di ritorno, in particolare quelli che rientrano da Croazia, Spagna, Grecia e Malta. Tanto che il governo ha deciso di correre ai ripari – dopo le fughe in avanti delle Regioni – e ha disposto con un'apposita ordinanza del ministro della Salute Speranza ha disposto i test rapidi per tutti coloro che arrivano in Italia da questi Paesi (oltre al divieto di ingresso per chi arriva dalla Colombia).

La situazione epidemiologica in quei 4 Paesi è preoccupante, eppure molti italiani hanno ignorato i tanti appelli del governo e delle Regioni, che invitavano tutti quest'anno a trascorrere le vacanze in Italia. Le frontiere erano aperte, certo, ma come dimostrano i dati di questi ultimi giorno sulla pandemia la situazione è in costante evoluzione. Ma i moniti alla prudenza, che avrebbero potuto spingere i cittadini a rinunciare alle vacanze in mete turistiche all'estero, sono rimasti inascoltati. Lo dimostrano anche le stime della Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo (Fiavet).

"Nessuno ha numeri e dati precisi, in Italia non esiste un monitoraggio preciso né rispetto agli arrivi e né rispetto alle partenze, nemmeno l'Enit ha numeri aggiornati se non alla fine dell'anno. Possiamo fare una stima molto approssimativa e dire che in questo momento circa diecimila italiani sono all'estero per turismo. Si dividono principalmente tra Spagna e Grecia e a seguire in Croazia e a Malta (più piccola e raggiungibile sono in aereo)", ha detto all'ANSA Ivana Jelinic, presidente della Fiavet.

"Il fatto di non avere numeri precisi aggiornati è uno dei grandi problemi del turismo italiano, ma anche di quello spagnolo, ad esempio. Molto meglio sta la Croazia che la mattina alle 6 ha i dati precisi di chi entra ed esce aggiornati alla sera prima a mezzanotte", spiega Jelinic.

"Invece avere dati in tempo reale sarebbe decisivo per la programmazione, non si riesce ad avere uno strumento unico che ci dia questi numeri nemmeno sugli alberghi e nemmeno sulla tassa di soggiorno. In un mondo iperconnesso come il nostro dovrebbe essere facile oltre che possibile. E invece? Ogni aeroporto ha i suoi dati e ogni porto ha i suoi. Bisogna considerare che in questo momento molti connazionali preferiscono viaggiare in nave piuttosto che in aereo…", sottolinea.

Tornando ai numeri degli italiani all'estero in questo momento la presidente della Fiavet aggiunge: "Tra la seconda metà di luglio e il mese di agosto varie località della Spagna e della Grecia hanno ripreso a essere servite dai vettori. Ad esempio Volotea ha ripreso i collegamenti, Alitalia anche, Ryanair ha ricominciato a volare… I numeri dettagliati esatti non li ha nessuno, l'anno scorso superavamo di molto il milione sulle stesse località. Come agenzie di viaggi possiamo dire di avere ora circa il 10% di fatturato rispetto al solito, insomma la crisi è grande e abbiamo numeri ancora irrisori…".

Codacons: "Numeri bassissimo rispetto al 2019"

"Secondo la Fiavet sono 10mila gli italiani che, in questo momento, si trovano in vacanza all'estero. Numeri lontanissimi da quelli registrati lo scorso anno, a dimostrazione di come il Covid abbia influito sulle abitudini dei cittadini e sulla scelte delle mete di villeggiatura", commenta il Codacons.

"Nel 2019 circa 8,6 milioni di italiani andarono in vacanza all'estero nel periodo estivo – dice l'associazione di consumatori – e di questi il 30% optò per le isole della Grecia, il 25% per la Croazia e il 19% andò in Spagna. Dati distanti anni luce da quelli registrati quest'anno, considerato che solo il 51% degli italiani si concederà un periodo di villeggiatura e la stragrande maggioranza di chi parte rimane entro i confini nazionali e ridurrà i giorni di vacanza".

"Proprio per contenere i contagi riteniamo assolutamente indispensabile eseguire test e tamponi su chi rientra da periodi di soggiorno all'estero, indipendentemente dalla meta prescelta, anche in considerazione del fatto che destinazioni come Grecia, Croazia e Spagna sono scelte dai giovanissimi i quali, come dimostrano i dati, sono anche i meno inclini a rispettare le misure di sicurezza anti-Covid" conclude il presidente Carlo Rienzi.